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martedì 6 Dicembre 2022
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    Riaperture bar e ristoranti, Fiepet: “Quella che era una speranza si è già trasformata in un incubo”

    "A registrare un rallentamento delle restrizioni, lunedì, sarà meno di un ristorante o pub su due, quelli che hanno a disposizione uno spazio all’aperto da dedicare al consumo"

    FIRENZE – “Si riapre dal 26 aprile? L’annuncio che ha inizialmente illuso e rasserenato gli oltre 340mila baristi e ristoratori sta diventando un incubo per la stragrande maggioranza di essi. A registrare un rallentamento delle restrizioni, lunedì, sarà meno di un ristorante o pub su due, quelli che hanno a disposizione uno spazio all’aperto da dedicare al consumo. E tra i quasi 150mila bar la quota è ancora inferiore”.

    Così Franco Brogi, presidente di Fiepet Confesercenti Firenze, sul tema delle riaperture che da lunedì 26 aprile potrebbero riguardare anche la Toscana.

    “Dopo sei mesi di chiusura forzata a cena, di cui quasi quattro in zona rossa, la maggioranza assoluta delle imprese vede di nuovo slittare le prospettive di poter tornare a servire all’interno dei locali e solo a pranzo, non prima del prossimo primo giugno”, continua Brogi.

    “Si tratta quindi di un provvedimento parziale e contraddittorio – rimarca – anche perché è esplicitamente previsto che altri locali al chiuso possano tranquillamente permettere il consumo all’interno. E che genera non solo distorsioni concorrenziali tra chi ha e chi non ha dehors, ma anche nuove incertezze: come si fronteggeranno le avversità climatiche?”.

    “E soprattutto – rilancia – ci chiediamo come si farà a sostenere l’attività anche nei pubblici esercizi che potranno riaprire il servizio al tavolo, visto che gli spazi all’aperto valgono, in media, appena il 20% della capienza complessiva dei locali”.

    “Dopo un anno terribile – prosegue Brogi – le imprese della somministrazione vogliono tornare a lavorare in sicurezza. Tutti noi crediamo che sia fondamentale tutelare e salvaguardare l’aspetto sanitario, rispettando le regole e misure previste; ma questa situazione è diventata davvero insostenibile”.

    “Mi sembra chiaro – evidenzia – che dopo 14 mesi di emergenza sia necessario trovare una  soluzione diversa, che a nostro avviso non può continuare con il sistema a zone colorate; è necessario prevedere la riapertura anche dei nostri esercizi nel rispetto dei protocolli approvati”.

    “Occorre mettere in campo una nuova politica – incalza – fatta di nuovi strumenti normativi, che non possono limitarsi a divieti e limitazioni all’attività di impresa”.

    “Sono necessari, inoltre, aiuti veri, concreti – rincara Brogi – Ad oggi le misure e risorse economiche messe in campo non sono state adeguate alla crisi che ha colpito il nostro settore”.

    “Sono necessarie scelte forti e precise – dice ancora – e la nostra associazione è pronta a fare la propria parte, senza tirarsi indietro, con proposte serie perché il nostro contributo non è finalizzato solo a segnalare ma a individuare le soluzioni”.

    “E’ questa la vera sfida – conclude Brogi – questo è l’obiettivo che dobbiamo raggiungere se vogliamo evitare il “rischio calcolato” di veder chiudere migliaia di imprese del settore prima del termine dell’emergenza.”

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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