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lunedì 18 Ottobre 2021
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    Stranieri da tutto il mondo per la vaccinazione alle Scotte: domenica 121 dosi a cittadini di 46 Paesi

    Favorito l'accesso anche di tante persone con ridotta conoscenza della lingua italiana grazie al coinvolgimento di quattro mediatori culturali

    SIENA – Dal Giappone alla Svezia, dal Ghana all’Albania, dal Perù al Pakistan.

    E così di seguito per quarantasei volte, tante sono le nazionalità delle persone che domenica scorsa hanno usufruito della seduta vaccinale organizzata dall’Asl Toscana sud est all’ex pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria alle Scotte, con l’obiettivo di favorire in particolare l’adesione degli stranieri.

    Nelle cinque ore di apertura sono state somministrate 121 dosi, favorendo l’accesso anche di tante persone con ridotta conoscenza della lingua italiana grazie al coinvolgimento di quattro mediatori culturali, attivati grazie al progetto europeo Icare.

    Un lavoro delicato svolto in stretta collaborazione con il personale sanitario e amministrativo, per superare le difficoltà di comprensione e in alcuni casi ostacoli burocratici di varia natura.

    Un’operazione resa possibile anche grazie al coinvolgimento di prefettura, Università per stranieri, associazioni del terzo settore, medici di famiglia, pediatri di libera scelta. Tante e diverse le situazioni delle persone che si sono presentate.

    Come Sabine El Husseini, la prima vaccinata alle 14.30: “Sono di nazionalità libanese-russa, a Siena studio e lavoro, ho colto subito la possibilità di potermi vaccinare”.

    Oppure Mohammad, che arriva da una terra martoriata come l’Afghanistan: “Da circa un anno sono in Italia, la mia famiglia è rimasta a Kabul ma ho avuto notizie che è in sicurezza”.

    Nel corso della giornata gli operatori hanno risolto anche molte richieste di chiarimenti di stranieri.

    Tra cui quelle di un giovane ghanese, appena arrivato e in procinto di iniziare un master all’Università degli studi, in cerca di conferme sulla validità del vaccino Johnson&Johnson ricevuto in patria ai fini dell’ottenimento del Green pass necessario per accedere ai laboratori dell’ateneo.

    Un’ampia casistica, tra nuclei familiari e stranieri indirizzati al centro delle Scotte per esempio dalla Carits, con differenti problematiche da risolbere, che ha consentito di intercettare tante persone che altrimenti avrebbero rischiato di non essere coinvolte nella campagna vaccinale.

    L’accesso al centro al policlinico delle Scotte era libero, cioè senza bisogno di prenotazione: per accedere alla vaccinazione i cittadini stranieri si sono presentati con un documento di riconoscimento e la tessera sanitaria, oppure i certificati Stp (Straniero temporaneamente presente) e Eni (Europeo non iscritto).

    In caso di mancata disponibilità di questi certificati, è stato sufficiente il documento di riconoscimento.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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