mercoledì 12 Agosto 2020
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    Caccia, Confagricoltura Toscana: “Bene le modifiche alla legge, ma serve una veloce attuazione”

    Il presidente Marco Neri: “I danni che la fauna selvatica arreca alle colture sono un'emergenza, adesso procedure più snelle per il rimborso”

    FIRENZE – “Accogliamo con favore le modifiche alla legge sulla caccia, ora attendiamo al più presto le normative attuative”.

    Così Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana, commenta le modifiche alla legge regionale sulla caccia approvate dal consiglio regionale nell’ultima seduta.

    Le nuove regole mirano a una gestione degli ungulati finalizzata al mantenimento delle densità sostenibili, tenuto conto degli effettivi danneggiamenti alle coltivazioni agricole e ai boschi, attraverso nuove funzioni per gli ambiti territoriali di caccia, l’introduzione di zone di rispetto venatorio, nelle quali la Regione potrà autorizzare la caccia oltre che agli ungulati anche  alla volpe, alla cornacchia grigia e alla gazza, l’istituzione di un comitato di esperti per analizzare  le dinamiche della popolazioni di specie di fauna selvatica sul territorio regionale.

    Per il presidente Neri “la priorità deve rimanere la tutela dell’attività agricola”: riportare la densità della fauna selvatica a livelli sostenibili per le culture e il territorio, e limitare al massimo i danni che gli animali selvatici e soprattutto gli ungulati e i cinghiali, arrecano alle coltivazione.

    “Gli ungulati – rilancia – distruggono indisturbati le nostre colture: ogni giorno gli agricoltori contano i danni provocati dai cinghiali e dagli ungulati”.

    Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana

    Le modifiche alla legge regionale sulla caccia sono una prima risposta alle esigenze degli agricoltori per fronteggiare quella che è “diventata ormai una vera e propria emergenza, ma devono essere attuate al più presto e accompagnate da procedure più snelle e veloci per il rimborso dei danni alle colture”.

    “Gli agricoltori – conclude Neri – sono molto attenti anche alle nuove metodologie di prevenzione, ma con le densità attuali i raccolti sono in serio rischio, come l’incolumità pubblica”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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