lunedì 28 Settembre 2020
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    Musei, una buona notizia: la Toscana accreditata nel Sistema Museale Nazionale

    Ad oggi sono 88 i musei toscani definiti di rilevanza regionale su un totale di 662 musei pubblici e privati, non di appartenenza statale, presenti sul territorio

    FIRENZE – La Regione Toscana ha chiesto e recentemente ottenuto dalla Commissione per il Sistema Museale Nazionale, presieduta dal direttore generale musei, Antonio Lampis, l’equiparazione del proprio sistema di accreditamento dei musei di rilevanza regionale.

    “Si tratta – spiega la vicepresidente e assessore regionale alla cultura, Monica Barni – di un ulteriore e importante salto di qualità per il nostro sistema museale. Ci siamo arrivati attraverso una modifica della normativa regionale che ha previsto un adeguamento dei nostri standard a quelli previsti a livello nazionale, costruiti anche a partire dal caso-toscano”.

    “E’ per noi motivo di grande soddisfazione – rimarca Barni – il fatto che la commissione nazionale abbia approvato all’unanimità la richiesta che abbiamo avanzato, esprimendo apprezzamento per il lavoro che abbiamo svolto. Era un obiettivo che ci eravamo posti ed un traguardo molto atteso dal nostro sistema museale”.

    “Ringrazio anche i consiglieri regionali – tiene a dire – che hanno accolto le nostre proposte di modifica della legge e del regolamento attuativo per andare incontro a questo indirizzo nazionale”.

    Ad oggi sono 88 i musei toscani definiti di rilevanza regionale su un totale di 662 musei pubblici e privati, non di appartenenza statale, presenti sul territorio.

    Gli 88 saranno accreditati nel Sistema Museale Nazionale, avendo tempo fino al 2022 per adeguarsi ai nuovi Luq, i livelli uniformi di qualità, mentre tutti gli altri musei potranno a partire dal prossimo settembre fare domanda alla Regione Toscana per il riconoscimento della rilevanza regionale, sulla base della nuova normativa. I musei che avranno raggiunto tutti gli standard minimi previsti saranno accreditati sia nel sistema museale regionale che in quello nazionale.

    I Luq si basano su parametri precisi, relativi alle dotazioni fisse del museo, alle attività culturali ed educative svolte, a quelle di documentazione e di studio, ai servizi di accoglienza, alle ore di apertura al pubblico e altri ancora.

    “E’ stata dunque premiata – aggiunge l’assessore Barni – la nostra linea, tesa al rafforzamento del sistema museale toscano, della sua offerta al pubblico e della sua capacità di fare cultura. Intendo rimarcare che dal 2018 abbiamo introdotto un meccanismo di finanziamento che lega fortemente il sostegno economico a favore dei musei al loro impegno verso gli standard museali”.

    “Auspichiamo quindi che lo Stato segua la linea toscana – dice ancora – l’accreditamento dei musei non è un concorso di bellezza, ma un impegno lungo un cammino faticoso per molte istituzioni, ed è quindi a questi obiettivi di crescita che vanno legati i finanziamenti pubblici. La giusta intuizione del Sistema Museale Nazionale (Decreto Ministeriale 113/2018) rischia di vanificarsi se non saranno individuate risorse per attuarlo, a favore dei musei e condizionate all’impegno verso i Luq”.

    Dall’inizio del 2018, con la delibera di Giunta regionale 134, la Regione ha introdotto un nuovo sistema di finanziamento ai musei ed ecomusei riconosciuti di rilevanza regionale, volto a garantire la qualità e la continuità dell’offerta museale in Toscana.

    Gli 88 istituti che hanno ottenuto questo riconoscimento sono valutati, e quindi finanziati, in base a criteri che fanno riferimento alla dimensione e alla qualità dei servizi offerti e possono contare su un sostegno finanziario più stabile nel tempo che permette loro anche una più agile programmazione delle attività.

    Infine, pur nella continuità dei contenuti rispetto agli standard precedenti, i nuovi requisiti per ottenere l’accreditamento come musei di rilevanza regionale e quindi nazionale, prestano maggiore attenzione maggiore alla conservazione e allo studio delle collezioni museali, all’adeguamento al contesto attuale, in particolare prevedono nuove figure professionali soprattutto relative alla comunicazione digitale, e all’ampliamento del concetto di accessibilità fisica e culturale.

    Maggiore attenzione è poi rivolta al territorio e ai suoi attori, nell’ottica di una programmazione condivisa e integrata.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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