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domenica 21 Luglio 2024
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    Codice rosa,  operatori ed operatrici formate anche sui crimini d’odio

    Il 2022 in Toscana si è chiuso con 1.918 segnalazioni di maltrattamenti, 218 denunce di abusi e 2.138 episodi di stalking

    TOSCANA – C’erano medici, infermieri, ostetrici, psicologi, assistenti sociali ed altri professionisti della sanità toscana ieri, nell’auditorium di Santa Apollonia a Firenze, per confrontarsi sul codice rosa.

    Ovvero quello speciale percorso di accesso al pronto soccorso dedicato alle vittime di violenze ed abusi, in particolare donne e bambini, esteso più di recente  anche alle vittime di crimini d’odio.

    “Il Codice Rosa – commenta il presidente della Regione, Eugenio Giani – ha fatto scuola a livello nazionale: un esempio tra i tanti della capacità di lavorare in squadra e condividere le migliori esperienze”.

    Nell’ultimo anno nuove attività si sono concentrate sul fronte dei crimini d’odio.

    “Come per la violenza di genere – sottolineano il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini – vogliamo infatti che anche questo fenomeno possa emergere e per questo riteniamo necessario rafforzare il percorso già previsto nel nostro servizio sanitario”.

    “Abbiamo avviato – prosegue Bezzini – un lavoro di confronto con gli altri settori regionali per mettere in rete tutte le realtà pubbliche e private che si occupano di riconoscere, accogliere e sostenere le persone vittime di discriminazioni. Abbiamo realizzato anche un corso di formazione rivolto alle operatrici e operatori della rete, partendo da assistenti sociali e psicologi e che proseguiremo con altre edizioni dedicate al personale del pronto soccorso”.

    Il Codice rosa nasce nel 2010 nella Asl di Grosseto: un’esperienza pilota poi diventata rete.

    Un progetto che coinvolge professionalità e discipline anche non sanitarie. Infatti oggi a Firenze c’era pure Margherita Cassano, attuale presidente della Corte di Cassazione, magistrata –  per  una lectio magistralis ed una riflessione sul codice rosa e il codice rosso, ovvero la legge nazionale sulla violenza di genere approvata nel 2019, tra luci ed ombre – e c’erano professori universitari, per parlare del master sul codice rosa, ed esperti di protezione dei dati.

    L’impatto della riforma Cartabia (e quindi del nuovo processo penale) sul codice rosa è stato al centro delle riflessioni della mattina.

    E’ stata l’occasione anche per tirare le somme sui numeri del 2022, che si è chiuso con 1.918 segnalazioni di maltrattamenti (305 quelli che riguardano, tra questi, i minori), 218 denunce di abusi e 2138 episodi di stalking, tra cui a minori rispettivamente 53 e 358.

    Dopo la sessione mattutina, nel pomeriggio il confronto si è concentrato su temi molto operativi.

    “Abbiamo parlato della possibilità di sperimentare nuovi modelli organizzativi ancora più efficaci ed efficienti, partendo anche dalle esigenze che arrivano dal territorio – riassume Vittoria Doretti, responsabile della rete regionale Codice Rosa – E’ stata l’occasione per cementare un lavoro di squadra e raccogliere ottimi spunti di cui terremo conto nell’elaborare il progetto di attività per il prossimo anno”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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