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lunedì 8 Agosto 2022
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    Compivano furti nelle case, nelle province di Firenze e Siena: tre arresti da parte dei carabinieri

    Operazione dei militari della Compagnia di Pontassieve, insieme a quelli di Oltrarno e del Provinciale di Firenze: sgominata una "batteria" composta da 50enni albanesi

    FIRENZE – Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pontassieve hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti di due uomini, albanesi, rispettivamente di 46 e 49 anni, domiciliati a Firenze ed irregolari sul territorio nazionale.

    Inoltre, hanno deferito in stato di libertà altri due connazionali, di 51 e 53 anni, per furto aggravato in abitazione in concorso.

    Nella fase esecutiva, attuata in collaborazione con personale della Compagnia di Firenze Oltrarno e del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale fiorentino, anche il 51enne è stato arrestato.

    Poiché risultava gravato da un ordine di carcerazione per fatti passati in giudicato, dovendo espiare la pena detentiva di 6 anni e 8 mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e ricettazione: reati commessi a Firenze tra il 2002 ed il 2007.

    L’attività investigativa era stata avviata d’iniziativa nello scorso mese di febbraio, a seguito di alcuni furti in abitazione verificatisi nel comune di Londa: un approfondito lavoro di analisi delle immagini della videosorveglianza dei comuni della Valdisieve, delle telecamere private presso le abitazioni oggetto di furto o nei loro pressi, nonché l’analisi dei numerosi lettori targa del territorio, aveva consentito, nell’arco di alcune settimane, di individuare la stessa auto, una utilitaria, intestata al 53enne albanese poi denunciato, in transito in occasione dei diversi eventi.

    Gli elementi acquisiti hanno consentito di iniziare, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Firenze, il monitoraggio da remoto della vettura, verificandone spostamenti praticamente quotidiani nelle province di Firenze, Arezzo e Siena, quasi tutti concomitanti con furti avvenuti di notte in abitazioni o strutture ricettive.

    Nello specifico, il modus operandi della batteria, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era il seguente: il mezzo si spostava in orario tardo-pomeridiano o serale nei pressi degli obiettivi da colpire.

    E i soggetti, dopo aver parcheggiato ad una certa distanza dal target prescelto, si muovevano a piedi nei boschi, a volte sostandovi per ore ed aspettando pazientemente il calar della notte, in modo da agire mentre i proprietari delle abitazioni o gli occupanti delle strutture ricettive dormivano.

    Le modalità di accesso alle abitazioni consistevano nel praticare piccoli fori in corrispondenza delle aperture degli infissi, o forzando le serrature delle porte d’ingresso.

    La refurtiva era costituita da denaro contante oppure oggetti preziosi, tra cui prevalentemente orologi di pregio.

    A “lavoro” completato, l’utilitaria rientrava a Firenze nella prima mattinata, non prima che i suoi occupanti avessero nascosto refurtiva e materiale per compiere le effrazioni, in zone boschive anche impervie.

    Il certosino lavoro svolto dagli inquirenti ha così consentito di acquisire numerosi elementi indiziari in relazione ad almeno otto furti perpetrati nelle province di Firenze e Siena, sulla scorta dei quali il pubblico ministero titolare dell’indagine ha emesso due decreti di fermo d’indiziato di delitto nei confronti dei due albanesi, ritenuti autori di almeno sette furti tra maggio e giugno nelle due province.

    Mentre per tre di essi, avvenuti tutti nella prima metà di giugno, alla batteria originaria si era aggiunto il 51enne.

    Il 46enne è ritenuto autore anche di un altro furto in abitazione, commesso ai primi di marzo in un’abitazione di Rignano sull’Arno.

    I due fermi sono stati convalidati dal giudice per le indagini preliminari, e i tre albanesi arrestati sono ora detenuti presso il carcere di Sollicciano.

    Le indagini proseguono in relazione a numerosi altri episodi della stessa fattispecie avvenuti sia nell’arco temporale analizzato, che nei mesi precedenti; in ogni caso il procedimento è attualmente pendente in fase di indagini, e l’effettiva responsabilità delle persone destinatarie dei provvedimenti cautelari sarà vagliata nel corso del successivo processo.

    Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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