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sabato 13 Agosto 2022
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    Confagricoltura Toscana: “Chiediamo al futuro governatore della Toscana azioni di contenimento reali ed efficaci contro gli ungulati, non solo parole”

    L'appello lanciato per chiedere di affrontare con determinazione il problema della distruzione delle colture da parte di cinghiali, daini cervi e caprioli

    FIRENZE – Non solo cinghiali. Anche daini, caprioli e cervi stanno provocando gravi danni alle coltivazioni.

    Per questo Confagricoltura Toscana lancia un appello a chi risulterà vincitore alle prossime elezioni regionali, in programma il 20 e 21 settembre.

    “Gli ungulati distruggono le nostre colture – afferma Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana –  è necessario affrontare con determinazione questo problema, mettendo in atto azioni di contenimento reali ed efficaci, non solo per cinghiali, ma anche per daini cervi e caprioli, sempre più numerosi nei nostri territori” .

    “Ci auguriamo che il futuro governatore della Toscana dia impulso a un mutamento della legislazione nazionale e modifichi quella regionale per trovare soluzioni per far convivere il mondo dell’agricoltura con quello venatorio – continua il presidente – Garantendo la sostenibilità agricola e ambientale. La situazione sta diventando insostenibile: serve un maggior decisionismo politico, azioni non solo parole”.

    Solo nella provincia di Siena si contano circa 1000 cervi, 26 mila caprioli e 6mila daini, concentrati soprattutto nel Chianti, nelle zone di Montalcino e San Gimignano. Prendono di mira soprattutto i germogli di vite: un capriolo, ad esempio, è in grado di mangiarne fino a 15 chili al giorno, compromettendo lo sviluppo della pianta anche per un paio di anni.

    “Nel Senese ogni anno ci sono 17mila abbattimenti di cinghiali, ma si stanno sottovalutando i danni provocati da altri animali” afferma ancora Neri.

    Quest’anno la siccità estiva e lo stop alla caccia durante il lockdown hanno contribuito a peggiorare una situazione che grazie all’opera di contenimento fatta nel 2018 e nel 2019 (dopo i 4milioni di euro di danni alle colture causati dagli ungulati del 2017) era migliorata.

    “Alla futura giunta chiediamo di affrontare questo problema, utilizzando anche gli strumenti che mette a disposizione la Comunità Europea”.

    In assenza di azioni concrete di prevenzione, l’unica alternativa è proteggere le colture, compresi i vitigni, con recinzioni.

    “Oltre ad essere un costo insostenibile per chi si occupa di colture tradizionali, sarebbe una sconfitta per tutti e ci rimetterebbe anche la bellezza del paesaggio toscano ” conclude Neri.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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