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lunedì 26 Settembre 2022
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    I salvatori neozelandesi celebrati anche a San Michele a Torri: emozioni e memoria

    C'era anche Il Gazzettino del Chianti per seguire un momento importante anche per il nostro territorio: raccontava il sacrifico di soldati arrivati a salvarci dall'altra parte del mondo

    SAN MICHELE A TORRI (SCANDICCI) – E’ stato il colonnello Gianfranco Cannarile, della Compagnia carabinieri di Scandicci, con voce ferma a ordinare per gli attenti ai militari, gonfaloni e bandiere, per rendere gli onori ai soldati neozelandesi caduti nella seconda guerra mondiale. Che, 78 anni fa, il 4 agosto 1944 liberarono Scandicci.

    Così, schierati davanti al monumento di San Michele a Torri, nel comune di Scandicci, alla presenza del vice ambasciatore della Nuova Zelanda Daniel Wai Poi, di Andrea Giorgi vicesindaco di Scandicci, di Massimiliano Pescini e Fausto Merlotti in rappresentanza del consiglio regionale.

    Sul posto anche rappresentanti dei comuni di Firenze, San Casciano, Lastra a Signa, Signa, Montespertoli, Calenzano, polizia municipale di Scandicci, ANPI Scandicci, l’A.N.E.D. Firenze, la Pubblica Assistenza Hmanitas Scandicci, Avis Scandicci, la Croce Rossa, l’associazione Rugby Scandicci.

    Tutti hanno reso omaggio mentre la Filarmonica “V. Bellini” di Scandicci ha intonato il Silenzio, l’Inno Nazionale della Nuova Zelanda e l’Inno Nazionale Italiano.

    Subito dopo è intervenuto l’ambasciatore Daniel Wai Poi che, aiutato dall’interprete Jill Gabriel, ha manifestato la sua emozione dopo aver letto la storia degli episodi di guerra avvenuti in questi luoghi, pagati con il sacrificio di molte persone. Partigiani, soldati neozelandesi e civili.

    Subito dopo ha preso la parola Renato Romei, presidente della Sezione ANPI “Sergio Fallani” di Scandicci. Che ha ricordato i luoghi dove sono caduti i martiri di San Martino, i fratelli Vezzosi a San Vincenzo a Torri, Valerio Bartolozzi, puntualizzando il sacrificio di queste persone, del loro impegno a far sì che nascesse una nuova Italia, una nuova Costituzione, per un Paese libero e democratico.

    Senza dimenticare il ruolo che hanno avuto gli alleati, in particolar modo le truppe neozelandesi. A San Michele a Torri hanno sacrificato la loro vita ben duecento giovani venendo dall’altra parte del mondo per dare la libertà al nostro Paese.

    Ha terminato la cerimonia il vicesindaco scandiccese Andrea Giorgi. Oltre a tutte le rappresentanze militari e civili, ricordando anche due persone, Moreno Cipriani e Pier Luigi Pratolini, per i valori che nella loro vita hanno rappresentato per la comunità.

    Prima della cerimonia un simpatico signore, Romeo di 92 anni, uno degli ultimi testimoni che nel 1944 si era rifugiato insieme con altre cento persone nelle cantine della fattoria di San Michele, ha salutato il vice ambasciatore della Nuova Zelanda.

    Che ha ascoltato attentamente il racconto di quei tremendi giorni vissuti da bambino nella paura, in mezzo ai tedeschi, per poi vedere i salvatori, i soldati neozelandesi che lo riportarono alla luce dalle tenebre della cantina.

    Con “Bella Ciao” suonata dalla Filarmonica V. Bellini è terminata la 78esima liberazione di Scandicci.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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