mercoledì 14 Aprile 2021
Altre aree

    Il gelo di questi giorni ha colpito duro l’agricoltura: l’urlo di dolore di Coldiretti e Confagricoltura

    Gli alberi da frutto falciati dalle gelate improvvise, con termomentro fino a 7 gradi sotto zero. Pesanti i danni anche al comparto vitivinicolo

    FIRENZE – “Con la gelata di ieri notte, la produzione ortofrutticola in Toscana è seriamente compromessa. Chiediamo che la Regione Toscana riconosca l’evento calamitoso eccezionale e tutte le misure consequenziali”.

    A poche ore dall’ennesima, disastrosa, gelata della scorsa notte in Toscana – con temperature fino a 7 gradi sotto zero – il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri, rivolge un appello alle istituzioni.

    “Ad Arezzo è andata persa tutta la produzione frutticola – spiega Neri – nel resto della Toscana susini e peschi registrano danni ingentissimi. Per gli ortaggi faremo una stima nei prossimi giorni, le premesse sono pessime”.

    Aggiunge il presidente della sezione ortofrutta di Confagricoltura Toscana, Antonio Tonioni: “La situazione è catastrofica, la produzione riprenderà solo nel 2022. Molte aziende sono a rischio chiusura e migliaia di stagionali resteranno senza lavoro. Questa annata non produrrà reddito. Non c’è tempo da perdere, ci aspettiamo risposte dalla politica in tempi brevi. Le aziende hanno spese a cui devono far fronte nell’immediato. Serve una rimodulazione degli impegni bancari, degli oneri fiscali e previdenziali”.

    Danni certi anche al comparto vitivinicolo: il 50 per cento dei vigneti posti nelle parti inferiori delle pendici è stato danneggiato, in particolare dove il risveglio vegetativo era più evidente:

    “Il momento peggiore è stato tra le 3 e le 6 della scorsa notte – continua Francesco Colpizzi, presidente federazione vitivinicola di Confagricoltura Toscana – e nonostante le misure messe in atto dalle aziende, ci sono ingenti danni che quantificheremo nelle prossime ore”.

    Parla di “crack nelle campagne” Coldiretti Toscana: “Una situazione drammatica per molte imprese agricole che – precisa la Coldiretti regionale – hanno visto perdere in una giornata il lavoro di un intero anno. Ortaggi compromessi, alberi di frutta in fiore gelati, ma anche le piante ornamentali hanno sofferto per le gelate notturne con photinie, evonimi, allori ed altre piante che in Toscana avevano già vegetato vedono compromessa la loro bellezza (e vendibilità) a causa delle basse temperature che danneggiano le loro foglie”.

    Se per proteggere i raccolti sono stati addirittura accesi in Val di Cornia i falò notturni per riscaldare i vigneti, Coldiretti Toscana denuncia un scenario compromesso a Grossetto, danni ingenti sui vigneti a Siena, a Massa Carrara, Pisa e Livorno sono a rischio le orticole, ad Arezzo il gelo ha colpito frutteti e vigneti, mentre nell’agro di Pistoia la perdita risulta superiore al 50% anche delle piante ornamentali e degli ortaggi, con pomodori, piselli, fave e carciofi bruciati dalla gelata memorabile.

    “Dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione le piante sono state sottoposte ad un terribile shock termico con effetti sulle produzioni – denuncia Coldiretti Toscana – dove oltre a frutta e verdura a rischio, fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’olivo”.

    “Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti regionale – oltre 2 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola in Toscana e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...