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sabato 3 Dicembre 2022
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    La piccola chirurgia ambulatoriale al San Giovanni di Dio: diagnosi e intervento nella stessa visita

    Il dottor Alessandro Anastasi: "Un grande vantaggio per il paziente". Verso la riduzione di liste e tempi di attesa

    FIRENZE – Per le piccole patologie di superficie da chirurgia ambulatoriale semplice, l’ospedale San Giovanni di Dio ha adottato di recente un percorso semplificato che evita al paziente la visita in ospedale propedeutica all’inserimento nella lista di attesa.

    In pratica, finora il paziente effettuava una preventiva visita chirurgica solo per l’inserimento in lista e doveva poi rivolgersi nuovamente al proprio curante per la richiesta di intervento chirurgico.

    Oggi, per chi viene visitato presso l’ambulatorio di Chirurgia generale del San Giovanni di Dio, lo specialista cerca di effettuare in contemporanea la prima visita ambulatoriale e l’intervento chirurgico, almeno per quelle patologie che possono essere operate immediatamente, superando quindi l’inserimento in lista operatoria.

    “E’ un cambiamento organizzativo che chiede molta elasticità – spiega Alessandro Anastasi, direttore della chirurgia generale del San Giovanni di Dio – e, benché sia graduale, sta già portando un grande vantaggio ai pazienti”.

    “Nasce dal bisogno – aggiunge – di rispondere alle esigenze che ci sono state presentate dagli utenti nel corso degli anni. Comprese quali sono le criticità, cerchiamo sempre di dare risposte in ottica paziente. Il nostro obiettivo finale è azzerare completamente la lista di attesa della chirurgia ambulatoriale”.

    Innanzitutto al San Giovanni di Dio la riorganizzazione è stata logistica. E’ stato messo a disposizione un nuovo locale opportunamente attrezzato per effettuare gli interventi, accanto a quello dedicato alle sole visite chirurgiche.

    “Il modello dopo opportuna verifica e adeguamento – sottolinea Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento di chirurgia della Asl Toscana centro – verrà piano piano esteso a tutte le strutture chirurgiche aziendali, dato che sembra mostrare una buona accoglienza da parte dei pazienti e consente di ridurre le attese mantenendo sicurezza e affidabilità”.

    Il paziente viene accolto e visitato nell’ambulatorio di chirurgia. Se c’è l’indicazione, del medico curante o del dermatologo da cui viene inviato, a intervenire subito su patologie che per la maggior parte sono sospette neoplastiche e a bassissimo rischio, il paziente si trasferisce nella struttura contigua dove viene sottoposto a intervento.

    Una procedura “see and treat”, ideata ed organizzata dal dottor Roberto Nistri, che da una parte consente di risolvere con un unico passaggio le esigenze dei pazienti e, dall’altra, porta vantaggi nella riduzione delle liste e dei tempi di attesa.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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