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lunedì 5 Dicembre 2022
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    La siccità non è finita. Coldiretti: “La pioggia è manna per la semine, ma preoccupa grave deficit falde”

    Ad ottobre quasi il 94% delle piogge in meno rispetto alla media. Coldiretti Toscana: "Servono piogge e neve, oppure prossima estate difficile"

    FIRENZE – L’arrivo del maltempo, con pioggia ed abbassamento delle temperature in Toscana, salva le campagne dalla siccità.

    Ma continua a restare altissima la preoccupazione degli agricoltori per i livelli della falda di alcuni dei principali corsi d’acqua: come il lago di Massaciuccoli, il Serchio o l’Arno.

    O di laghi come quello prosciugato di Vagli, in Garfagnana, da cui sono riemersi i resti del paese fantasma.

    A dirlo è Coldiretti Toscana sulla base del bollettino dell’Anbi Nazionale.

    “Servono piogge abbondanti e neve nelle prossime settimane, ed anche nei prossimi mesi, per tentare di recuperare il pesante deficit accumulato nel 2022. E ripristinare così le scorte sulle montagne, negli invasi, nei laghi e nei terreni” spiega il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi.

    “Ad un fine agosto e settembre insolitamente piovosi – riflette – che ci hanno permesso di avere un buon raccolto di colture importanti come il vino, l’olio, ma anche castagne e funghi, non è purtroppo seguito il classico autunno”.

    “E’ stata un’estate lunghissima – prosegue – ma anche la prossima rischia di essere altrettanto difficile con questi presupposti. La situazione regionale continua a destare molti timori. Senza acqua non può esserci agricoltura e né  cibo. E questo ci espone a rischi pesantissimi dal punto di vista ambientale, economico e sociale”.

    Nel mese di ottobre, fra i più secchi della storia ed il più caldo degli ultimi 70 anni come rilevato dal Consorzio Lamma, il deficit pluviometrico regionale medio ha raggiunto il 93,7% con 112,8 millimetri in meno, combinandosi con temperature medie, che hanno superato ogni record.

    “Secondo il bollettino dell’Anbi Nazionale – spiega Coldiretti Toscana – i livelli di falda hanno segnato il livello più basso mai raggiunto, così come il lago di Massaciuccoli (–52,2 centimetri sullo zero idrometrico, quando il livello minimo registrato nello scorso ventennio è stato di -29 cm). O il fiume Serchio, che supera appena il Deflusso Minimo Vitale e l’Arno, che rimane ancora sotto media con una portata di soli 7,68 metri cubi al secondo. Che la situazione continua a restare critica lo ha evidenziato anche l’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale confermando il livello alto di severità idrica del distretto”.   

    “A preoccupare – prosegue Coldiretti Toscana – è anche il brusco abbassamento delle temperature dopo le alte temperature di ottobre che hanno mantenuto verde la vegetazione, con la caduta delle foglie in ritardo. E, in alcuni casi, fenomeni di fioriture fuori stagione, fatto che rende le piante più sensibili al freddo con il conseguente rischio di diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni, perché le gemme a fiore aperte non fioriranno la prossima primavera”.

    Per dare risposte in tempi brevi alle conseguenze dei cambiamenti climatici a livello regionale, Coldiretti partecipa attivamente al tavolo voluto dal presidente Eugenio Giani per l’attuazione di un piano invasi.

    “Servono invasi – spiega conclude il presidente di Coldiretti Toscana Filippi – laghetti ed infrastrutture di stoccaggio delle acque, anche di piccole dimensioni, per recuperare le acque piovane. Che siano sparsi su tutto il territorio regionale, e da cui le aziende possano attingere per far fronte ai momenti di scarsità idrica. E serbono investimenti crescenti sull’agricoltura 4.0, per migliorare la competitività delle imprese e la sostenibilità delle produzioni agricole”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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