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venerdì 14 Giugno 2024
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    Made in Tuscany, quante richieste dal mondo nel 2018…

    Naturalmente a tirare il "carro" sono i prodotti più noti, a partire dal Chianti

    TOSCANA – Per il Made in Tuscany, prodotti delle terre toscane, prosegue l’ottimo andamento certificato dagli ultimi dati disponibili, quelli del terzo trimestre del 2018.

     

    Leggendo questi numeri forniti da Istat si evince l’ulteriore avanzata del 3,3% dell’export toscano rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
    Una avanzata cui ha dato il suo contributo anche il mondo istituzionale, il quale ha deciso di

     

    sostenere generosamente l’export; la Toscana è arrivata così a capeggiare la classifica del Sole 24 Ore relativa alle risorse stanziate in tal senso, davanti al Trentino Alto Adige.

     

    Sempre in base ai dati Istat la Toscana conferma il suo peso all’interno dell’export italiano, con una percentuale del 7,9% tale da porla al quinto posto della graduatoria e che risulta in controtendenza rispetto al generale arretramento fatto segnare dal Centro Italia nel periodo preso in considerazione.

     

    L’ottimo momento del Chianti

     

    Naturalmente a tirare il carro del Made in Tuscany sono i prodotti più noti, a partire dal Chianti, che nel corso dei primi 5 mesi del 2018 ha messo a segno un notevole 4% di aumento delle vendite, con il 70% del vino esportato proprio all’estero, in particolare in Stati Uniti, Germania, Regno Unito ed ultimamente anche il mercato russo.

     

    Un trend che secondo i produttori dovrebbe peraltro proseguire e rafforzarsi anche grazie a mercati come la Cina e il Giappone, cui sono affidate le speranze di compensare i previsti cali per l’ormai prossima Brexit e il quale dovrebbe coinvolgere l’intero comparto vinicolo regionale, in particolare il Sangiovese.

     

    A fronte dei dubbi sul Regno Unito cresce l’interesse del mondo Usa per il made in Tuscany: tra la regione toscana ed il paese statunitense c’è in ballo un discreto giro di affari facilitato anche dalla facilità di spostamento cui si assiste oggi con riferimento ai trasporti ed alla burocrazia.

     

    Dai voli diretti tra Usa ed Italia passando per documenti di soggiorno semplificati come il viaggio senza visto, tutto sembra voler facilitare i contatti tra le due sponde dell’oceano.

     

    Il ruolo della moda

     

    Se il Chianti e gli altri vini toscani sono in grande spolvero, anche la moda conferma il suo ruolo all’interno del Made in Tuscany, trainata in questo caso dai prodotti in pelle e dalle calzature prodotte nel distretto di Firenze. 

     

    Oltre al capoluogo regionale, che riesce a rafforzare la propria presenza all’estero e ad attrarre investimenti in una realtà considerata strategica anche dai principali player, si fanno notare altre realtà, come la conciatura di Santa Croce e il tessile e l’abbigliamento di Prato e Arezzo, che proseguono la loro crescita e si affacciano al nuovo anno con la speranza di confermare l’ottimo momento.

     

    Una speranza fondata, nonostante i pericoli che secondo alcuni analisti si prospettano all’orizzonte, soprattutto sotto forma di una guerra dei dazi, quella che potrebbe essere innescata dalle politiche di Trump, la quale potrebbe avere conseguenze di largo raggio messe peraltro in rilievo dai principali report formulati dagli analisti economici.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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