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domenica 29 Maggio 2022
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    Peste suina africana: attenzione alta, già attivata l’unità di crisi regionale

    Dopo che in Piemonte e Liguria sono saliti a 114 i comuni già inseriti dal ministero della salute nella “zona infetta”

    FIRENZE – E’ alta l’attenzione in Toscana sulla peste suina africana (PSA) dopo che in Piemonte e Liguria sono saliti a 114 i comuni già inseriti dal ministero della salute nella “zona infetta” e d’intesa con il ministero delle politiche agricole ha emanato il divieto di caccia in provincia di Alessandria.

    E’ una malattia virale che colpisce suini e cinghiali. Altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, non è, invece, trasmissibile agli esseri umani (qui tutte le info).

    Mentre è allo studio un’ordinanza per mettere in atto le procedure e i protocolli necessari nelle zone limitrofe alle zone a rischio coincidenti con la provincia di Massa-Carrara, la Toscana ha attivato l’unità di crisi sanitaria per le emergenze epidemiche che riunisce Asl, Istituto zooprofilattico e Regione, sia a livello regionale che locale (provincia di Massa-Carrara).

    Da subito, nella provincia apuana, prima iniziativa di questo genere in Italia, l’assessorato regionale al diritto alla salute e quello all’agricoltura e alla caccia avvierammo un’operazione di sorveglianza passiva grazie alla quale gli operatori, coordinati dalle locali ATC e dall’Asl Nord Ovest, con apposito kit distribuito dalla Asl per operare in biosicurezza, avranno il compito di cercare e segnalare sul territorio carcasse di cinghiale e analizzarle. L’obiettivo è il tempestivo riscontro dell’infezione.

    Ieri intanto in Regione, in una riunione alla presenza degli assessori all’agricoltura Stefania Saccardi e al diritto alla salute Simone Bezzini, è stato avviato il percorso di costruzione di una task force (che vedrà coinvolti gli uffici delle direzioni sanità, agricoltura, ambiente e protezione civile) che sarà riunita in forma permanente e si confronterà con le Forze dell’ordine, gli enti parco e le associazioni di categoria agricole e venatorie.

    Da tempo la Regione Toscana sta monitorando l’evoluzione del pericolo PSA e sta agendo con misure di contenimento.

    Tra queste, il recente bando da 4 milioni di euro dell’assessorato all’agricoltura, destinato alla realizzazione di idonee recinzioni in grado di limitare le interazioni fra i suini allevati e gli ungulati selvatici (principalmente cinghiali) potenziali vettori di peste suina africana.

    L’estate scorsa, su iniziativa dell’assessorato al diritto alla salute, è partito un percorso di approfondimento sulla sorveglianza e la prevenzione della diffusione di PSA con le forze dell’ordine, il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, i direttori della sanità animale delle Asl e i responsabili dei settori regionali competenti perché ciascuno, secondo la sua professionalità, possa aver modo di rafforzare il proprio ruolo in una rete di prevenzione, controllo e di lotta contro questo rischio sanitario.

    Da qui sono partite una serie di iniziative di formazione e informazione sulla gestione delle emergenze epidemiche di peste suina africana.

    A cominciare dai corsi di formazione organizzati dall’assessorato al diritto alla salute in collaborazione l’assessorato all’agricoltura e le Asl toscane, su base provinciale, rivolte a cacciatori, ATC e polizie provinciali.

    Insieme al settore faunistico regionale, Asl e Istituto zooprofilattico sono stati poi preparati corsi di informazione e formazione rivolti ai capisquadra delle squadre di caccia al cinghiale e, sempre in estate, si sono tenuti corsi di informazione destinati agli allevatori e ai Consorzi di tutela del marchio.

    A settembre in provincia di Arezzo è stata avviata, infine, un’esercitazione insieme alle ATC toscane con simulazione sul campo per la ricerca di carcasse di cinghiali.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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