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giovedì 11 Agosto 2022
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    Ricerca farmaceutica e biomedica, accordo della Regione con la Fondazione Toscana Life Sciences

    A favore della Fondazione è stata stanziata la somma di 1milione e 400mila euro per ciascuna delle 3 annualità previste, per un importo complessivo di 4 milioni e 200mila euro

    FIRENZE – Prosegue la collaborazione della Regione Toscana con la Fondazione Toscana Life Sciences nel settore della ricerca farmaceutica e biomedica.

    E’ di lunedì scorso l’approvazione dell’accordo di collaborazione 2021-2023 da parte della giunta regionale su proposta dell’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi.

    La collaborazione, in corso dal 2009 e riconfermata per i prossimi tre anni, garantirà la prosecuzione delle attività dell’Ufficio per la valorizzazione della ricerca farmaceutica e biomedica (Uvar) e delle attività, congiuntamente intraprese a livello nazionale e internazionale.

    A favore della Fondazione è stata, inoltre, stanziata la somma di 1milione e 400mila euro per ciascuna delle 3 annualità previste, per un importo complessivo di 4 milioni e 200mila euro.

    “La Fondazione toscana life sciences, di cui la Regione è tra i suoi soci fondatori, è un ente no-profit, che opera dal 2005, a livello regionale, con l’obiettivo di supportare le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita” spiega Saccardi.

    “A oggi – ricorda – tramite l’Uvar, non ha solo promosso brevetti di nuovi prodotti, ma ha anche contribuito alla creazione di un’importante rete di monitoraggio e supporto della ricerca con attività innovative, in stretta sinergia con le Aziende ospedaliere e le Univesità toscane”.

    “Negli anni – aggiunge Saccardi – ha sviluppato competenze specifiche altamente qualificate e garantito il supporto tecnologico alle strutture che fanno parte della rete. Visti i risultati a oggi ottenuti, non potevamo che accogliere favorevolmente l’accordo e dare continuità a una collaborazione destinata a essere più che significativa sul piano sia farmaceutico, biotecnologico, diagnostico, sia delle tecnologie biomediche innovative”.

    “Un investimento che guarda al futuro e premia il lavoro svolto fino a oggi – commenta Stefano Scaramelli, presidente della terza Commissione consiliare regionale, Tutela della salute e Politiche sociali – La Toscana, anche con con questa Fondazione, punta a diventare la “Silicon Valley” dell’innovazione nel campo della ricerca scientifica”.

    “Siena in questa prospettiva – puntualizza – sta assumendo una posizione centrale nelle politiche regionali e un polo di riferimento anche a livello internazionale. La capacità di creare sinergie pubblico-privato è la cifra di questa realtà, che ogni giorno, come dimostrano anche le ultime scoperte e l’individuazione proprio in questi laboratori degli anticorpi monoclonali per il Coronavirus, segna un passo in avanti nella ricerca”.

    L’accordo prevede la collaborazione in vari ambiti: nella gestione dell’attività dell’Ufficio per la valorizzazione della ricerca farmaceutica e biomedica (Uvar) per la valutazione, il monitoraggio, la valorizzazione dei risultati della ricerca nel settore scienze della vita; per la definizione delle strategie regionali e delle conseguenti azioni e attività per l’attrazione di investimenti nel territorio regionale nel campo della ricerca biomedica.

    Per la definizione di nuove strategie in materia di sperimentazione clinica e supporto alle attività di bioetica; per attività di coordinamento e implementazione, relative a progettualità inerenti programmi e piattaforme di ricerca europee in ambito di scienze della vita.

    Per il supporto ad attività di trasferimento tecnologico in coordinamento con le altre direzioni regionali di riferimento, e con le azioni e le traiettorie delineate a livello nazionale per la creazione di reti e strutture, per la valorizzazione e trasferibilità dei risultati della ricerca.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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