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martedì 27 Settembre 2022
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    Rimborsi dovuti all’interruzione della corrente elettrica: la comunicazione ufficiale di Enel

    Le tre fasce previste per le interruzioni senza preavviso, gli indennizzi differenziati per gli utenti, i casi in cui non scatta il rimborso automatico: cerchiamo di aiutarvi a districarvi

    FIRENZE – Sollecitati da molti dei nostri lettori, abbiamo chiesto a Enel il funzionamento per gli eventuali indennizzi dovuti a coloro che hanno dovuto subire i disagi dell’interruzione della corrente elettrica dopo il “downburnst” di giovedì 18 agosto.

    Che per moltissime utenze è andata anche ben oltre le 24 ore.

    Riceviamo e pubblichiamo la comunicazione ufficiale da parte di Enel, rendendola quindi accessibile a tutti.

    In fondo, trovate anche alcuni contatti di Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che potranno (speriamo) esservi utili.

    Le tre fasce previste per le interruzioni senza preavviso

    Le interruzioni senza preavviso sono quelle non programmate e si dividono in lunghe (se superano i 3 minuti), brevi (se durano più di un secondo ma meno di tre minuti) e transitorie (se non vanno oltre il secondo).

    Anche in questo caso, l’Autorità ha fissato degli obblighi per i distributori rispetto ai tempi di ripristino: non più di 8 ore consecutive (o non consecutive se interviene una seconda interruzione entro un’ora dal ripristino provvisorio) per i clienti di Comuni con più di 50mila abitanti (alta concentrazione).

    Non più di 12 ore consecutive per i clienti di Comuni con un numero di abitanti compreso tra 5mila e 50mila (media concentrazione).

    Non oltre le 12 ore consecutive anche per i clienti di Comuni con meno di 5mila abitanti (bassa concentrazione).

    Per coloro che vivono poi ad altitudini superiori ai 1.500 metri sul livello del mare, si applicano gli stessi tempi previsti per i clienti finali dei Comuni con meno di 5mila abitanti.

    Indennizzi differenziati per gli utenti

    Quando scattano in questo caso gli indennizzi automatici? In caso di interruzioni di durata superiore al tempo previsto dagli standard fissati dall’Autorità, il cliente domestico e non con potenza inferiore o uguale a 6 kilowatt ha diritto a un indennizzo automatico di 30 euro, aumentato di 15 ogni 4 ore di interruzione ulteriore, fino a un tetto massimo di 300 euro.

    L’indennizzo sale per le utenze in bassa e media tensione, diverse dalle domestiche, con potenza inferiore o uguale a 100 kW e superiore a 6 kW: 150 euro per il superamento standard aumentato di 75 euro ogni 4 ore di interruzione ulteriore e fino a un massimo di mille euro.

    Per gli utenti non domestici con potenza superiore a 100 kW, l’indennizzo automatico è invece pari a 2 euro per kilowatt per la prima soglia aumentata di 1 euro a kW ogni 4 ore e fino a un massimo di 3mila euro.

    Se si supera la potenza di 100 kW, aumenta il tetto massimo del rimborso automatico (6mila euro) ed è previsto un indennizzo di 1,5 euro per kW per il superamento standard e 0,75 euro a kW ogni 2 ore. Per gli utenti in bassa e media tensione titolari di impianti di produzione, il rimborso è di 0,15 euro per kW per la prima soglia aumentato di 0,075 euro per kW ogni 4 ore e fino a un massimo di 3mila euro.

    Tutti i casi in cui non scatta il rimborso automatico

    Vale, infine, la pena di ricordare che i tempi massimi di ripristino non si applicano nei casi in cui la fornitura venga interrotta per effetto di provvedimenti delle autorità competenti in caso di calamità naturali, con riferimento agli utenti interessati.

    In questi casi non c’è alcun indennizzo, ma il distributore ha l’obbligo di conservare la documentazione che dimostra l’esclusione e deve darne conto nel cosiddetto “registro delle interruzioni”: un elenco, anche informatico, in cui ogni distributore registra le principali informazioni relative alle interruzioni del servizio.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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