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venerdì 19 Luglio 2024
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    Scuola, psicologi toscani: “Ansia da rientro per migliaia di studenti, serve gradualità”

    Appello della presidente dell'Ordine regionale, Gulino: "Non calcate la mano con compiti e verifiche subito dopo l'estate"

    FIRENZE – “Migliaia di studenti toscani tra scuole dell’infanzia, primarie e superiori possono incorrere ogni anno nella sindrome da rientro sui banchi. È uno stress che diventa malessere fisico e psicologico, da contrastare con la gradualità degli impegni”.

    Lo dice Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico.

    La fine delle vacanze estive e il ritorno a scuola possono infatti determinare disturbi come mal di pancia, sonno agitato, scarso appetito e, nei casi più gravi, veri e propri stati di ansia e di ritiro.

    “Invece la scuola – argomenta Gulino – deve essere vissuta come l’opportunità di riprendere la propria vita con gli altri, di tornare a socializzare, di imparare, di crescere”.

    Per non rendere eccessivamente traumatico questo passaggio, sostiene la presidente, serve inizialmente una via di mezzo tra i tempi dilatati delle vacanze e quelli stringenti di compiti o verifiche.

    “Agli insegnanti – continua – chiediamo di non affollare di impegni il diario degli studenti, per fare in modo che riprendano confidenza con i nuovi ritmi. La calma, nelle prime settimane, è fondamentale”.

    Un’altra potenziale fonte di stress è quella legata all’approccio con una realtà sconosciuta: “Pensiamo ai piccoli che vanno all’asilo, ma anche a chi passa in prima elementare o dalle elementari alle medie, fino alle superiori. Le famiglie hanno un compito cruciale, accanto agli insegnanti: devono trasmettere serenità ai figli, conducendoli in un passaggio il più possibile morbido alla nuova dimensione della loro vita.

    La scuola, insomma, è davvero un luogo che può e deve generare benessere, non ansia.

    La scuola, insomma, è davvero un luogo che può e deve generare benessere, non ansia.

    “La pandemia – ricorda Gulino – con la mutilazione dei rapporti che ha prodotto, ce l’ha insegnato. È nel contatto con gli altri che stiamo meglio”.

    “Accanto a questo – conclude – permettere allo psicologo di stare dentro le scuole consente di fare prevenzione attiva, grazie all’ascolto e al dialogo, strumenti che restano i più incisivi per una sana crescita”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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