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giovedì 30 Maggio 2024
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    Mondo del vino “azzoppato”: dopo il Prowein viene rimandato anche il Vinitaly

    La rassegna tedesca a data da destinarsi, quella veronese da aprile slitta a giugno

    Sembrava impossibile che Veronafiere potesse continuare sulla decisione di mantenere il Vinitaly a Verona dal 19 al 22 aprile, come da programmi.

     

    E infatti oggi è arrivata la decisione: rinviata a giugno, dal 14 al 17. Per quella che sarà una edizione inedita.

     

    Una decisione che va a influire in maniera drastica sul mondo-vino, e che va ad accoppiarsi al rinvio (in questo caso a data da destinarsi) del Prowein in Germania.

     

    Due rinvii che, come accaduto in tanti altri settori produttivi, vanno a impattare su un settore, quello del vino, che nel nostro territorio chiantigiano è, come si sa, a dir poco trainante.

     

    “In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”.

     

    Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del consiglio di amministrazione della Spa, riunitosi oggi.

     

    “Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale – si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”.

     

    La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo.

     

    “Lo spostamento a giugno di Vinitaly e di altre importanti manifestazioni internazionali nelle città di Milano e Bologna – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è un segnale che il made in Italy scommette su una pronta ripresa economica nei settori chiave del sistema-Paese. Auspichiamo quindi che il nuovo calendario fieristico nazionale possa generare una rinnovata fiducia ed essere strumento con cui capitalizzare la ripartenza del nostro Paese”.

     

    Veronafiere attiverà una task force per assistere i propri clienti in ogni ambito necessario alla riorganizzazione delle manifestazioni posticipate e in stretta collaborazione con le associazioni di riferimento predisporrà tutte le azioni di incoming necessarie a garantire la presenza di buyer e operatori professionali qualificati.

     

    Sulle nuove date, inoltre, Confcommercio Verona e Cooperativa Albergatori veronesi hanno espresso massima disponibilità per favorire lo spostamento delle prenotazioni.

     

    Nel 2021 Vinitaly sarà in calendario nelle sue date consuete (18-21 aprile); date che sono frutto dell’accordo con l’Union dei Grandi Cru di Bordeaux (UCGB) col quale dal 2013 c’è un accordo nato per incontrare le esigenze dei protagonisti del mondo del vino, buyer e stampa internazionale in particolare. 

    di REDAZIONE

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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