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venerdì 19 Luglio 2024
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    Turismo culturale, Toscana ai primi posti in Italia per offerta e capacità di attrazione

    Sono 88 i comuni con vocazione unica "culturale, storica, artistica e paesaggistica": è seguita da Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche

    FIRENZE – Una regione capitale del turismo culturale in Italia, che ha saputo valorizzare e promuovere il ricco patrimonio a disposizione e che, grazie all’azione congiunta con i territori, attira ogni anno migliaia di visitatori.

    La Toscana, sulla base delle elaborazioni del Centro Studi Turistici, è la prima per numero di comuni a vocazione unica “culturale, storica, artistica e paesaggistica”.

    Se n’è parlato a tourismA (fino a oggi, domenica 26 marzo al Palazzo dei Congressi di Firenze), nel corso della tavola rotonda che ha provato ad analizzare l’impatto del turismo culturale, gettando anche un occhio ai primi dati consuntivi del settore per il 2022.

    Secondo l’analisi del Centro Studi Turistici la Toscana infatti è al primo posto in Italia per numero di comuni con vocazione unica “culturale, storica, artistica e paesaggistica”, seguita da Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Sono 88 (17% del totale nazionale).

    Vengono definiti tali quelli caratterizzati dalla presenza di almeno un Sito Unesco, e/o un borgo certificato dall’Associazione I Borghi più belli d’Italia, e/o Bandiere Arancioni del Touring Club (dati al 2020), e/o che insiste in un Parco Nazionale, e/o che sia stato Capitale della cultura (dati MiBACT), e/o con almeno 10.000 visitatori l’anno di museo, di monumento o di sito archeologico statale o non statale al 2018.

    La Toscana, in base all’indagine, vanta il 38% dei comuni con una sola categoria, contro il 19% del totale nazionale.

    Il 27% dei comuni toscani hanno vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica. In Toscana ci sono 40 destinazioni Bandiere Arancioni, 28 Borghi più Belli di Italia, 7 luoghi Patrimonio Unesco e 786 musei istituti similari e centri espositivi registrati nel sistema della Regione Toscana (727 aperti).

    Per quanto riguarda la domanda turistica delle località censite da Istat come “Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica”, nel 2022 si è assistito ad un marcato recupero rispetto al 2021 (+78% di arrivi e +68% di presenze turistiche), però non sufficiente a recuperare il ritardo accumulato durante i primi due anni della pandemia (rispetto al 2019 -15% di arrivi e -20% di pernottamenti).

    Relativamente invece ai 50 comuni che aderiscono al PTO (Prodotto Turistico Omogeneo) Toscana Terra Etrusca, il recupero è stato importante, portandoli a sfiorare i risultati del 2019 (-2,6% di pernottamenti).

    I comuni che hanno come principale richiamo la motivazione culturale sono quelli che hanno segnato, dal 2015 al 2022, l’aumento percentuale maggiore in termini di posti letto (+7%). All’interno dei comuni che si caratterizzano per l’offerta culturale, i posti letto negli alberghi sono calati del 4%, quelli nelle strutture extralberghiere sono aumentati del 6%.

    In termini di spesa turistica dei turisti stranieri per quanto riguarda la motivazione “vacanza culturale in una città d’arte”, secondo i dati di Banca d’Italia la Toscana si posiziona al terzo posto con quasi 530 milioni di euro, dietro solamente al Veneto (775) e Lazio (709).

    Infine un’occhiata ai dati consuntivi sul movimento turistico in Toscana nel 2022, elaborati dall’Ufficio regionale di Statistica. Sono oltre 13 i milioni di turisti arrivati e oltre 42,7 milioni i pernottamenti (senza contare le cosiddette locazioni turistiche).

    Forte l’incremento rispetto al 2021 (+54% di arrivi e +36% di pernottamenti), resta ancora alto il divario con i valori pre-Covid -11% in termini di pernottamenti.

    E forte il recupero della domanda straniera: con oltre 21 ,7 milioni di pernottamenti rappresenta il 51% dei flussi turistici totali. 

    Le strutture alberghiere hanno intercettato quasi 19 milioni di pernottamenti, più del 50% rispetto ai dati 2021, ma ancora in ritardo di circa 20 punti rispetto al 2019. Le strutture complementari hanno registrato oltre 23,7 milioni di pernottamenti sfiorando i risultati del 2019 (-1,6%).

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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