FIRENZE – La notizia tanto attesa l’ha data nella mattinata di oggi, venerdì 27 dicembre, il responsabile del servizio di anestesia e rianimazione dell’ospedale Meyer di Firenze, dottor Zaccaria Ricci, a margine della presentazione del nuovo robot per la chirurgia e la ricerca.
La domanda era infatti una e una sola: come sta la bambina di sei anni sopravvissuta alla drammatica morte di tutta la sua famiglia, uccisa nella villetta di San Felice a Ema dal monossido di carbonio il 19 dicembre scorso?
“La bambina è uscita dalla fase acuta – ha iniziato Ricci – Aveva una grave insufficienza multi organica; adesso respira spontaneamente, ha momenti di vigilanza e contatto”.
“Ha davanti a sé un lungo percorso di riabilitazione – ha precisato – ci sarà da valutare l’impatto di quello che ha avuto dal punto di vista neurologico. C’è tanta strada da fare, ma sicuramente i progressi fatti finora sono molto buoni e piacevoli”.
“Se è fuori pericolo di vita? Sì – ha risposto il medico – per quanto riguarda l’aspetto rianimatorio. Se si può parlare di piccolo miracolo? Direi di sì, ma invito comunque a mantenere la cautela, il nostro cervello è un organo molto delicato e dobbiamo valutare cosa servirà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi. Finora però possiamo essere contenti”.
“La bambina respira da sola – ha proseguito – e ha delle funzioni vitali tali da permetterci di lasciarla respirare spontaneamente. Ogni tanto ha momenti di vigilanza, specialmente con persone che riconosce”.
“Abbiamo bisogno di somministrarle dei sedativi – ha specificato – per farla stare tranquilla in alcuni momenti. Per questo non siamo in grado ancora di valutare i danni dal punto di vista neurologico”.
“Se ha detto qualcosa? Diciamo – ha risposto – che in compagnia delle persone che riconosce si capisce che entra in contatto”.
“Vicini a lei – ha concluso il dottor Ricci – ci sono i parenti più stretti della cerchia familiare e persone che frequentavano la casa e che sicuramente lei riconosce: sono a nostra disposizione e ci stanno dando una grande mano”.
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