GREVE IN CHIANTI – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una cittadina grevigiana che, al pari di tante altre, si sta lamentando del trattamento riservato al camper ISPRO (prevenzione tumore al seno) che in queste settimane stanzia nel capoluogo grevigiano.
Lettera che è stata inviata all’assessora regionale alla sanità, Monia Monni.
“Mi rivolgo a lei, assessora alla sanità e alle politiche sociali della Regione Toscana, e metto a conoscenza ISPRO.
Sono a segnalare un comportamento maleducato e inadeguato nei miei confronti da parte di un tecnico radiologo di servizio presso il camper ISPRO, situato in zona Asl a Greve in Chianti, e presso il quale mi sono recata per effettuare una mammografia con appuntamento fissato.
In particolare questa signora mi ha da prima rimproverato per essere arrivata in orario (assurdo!) dicendo che mi sarei dovuta presentare in anticipo, cosa non specificata nella lettera di accompagnamento all’ appuntamento.
Proseguendo mi ha domandato quando e dove ero stata precedentemente per eseguire lo stesso esame previsto.
Ho risposto che avevo dovuto fare accertamenti da uno dei massimi esperti del settore, il dottor Dalmar Abdulcadir all’Istituto Fanfani , per un controllo diagnostico di alta qualità, con un’esposizione di radiazione inferiore alle macchine a disposizione ISPRO.
L’addetta mi ha risposto, testuali parole: “Questo medico non lo conosco, sta dicendo un sacco di stupidaggini” e poi ancora mentre parlavo: “A noi che ce ne frega” (noi?).
Ho chiesto quindi al tecnico come mai si rivolgesse in maniera tanto maleducata e sgarbata nei confronti di un paziente, e come questo comportamento fosse assolutamente inaccettabile da parte di un medico o radiologo, o comunque di un membro del personale sanitario a diretto contatto con il paziente stesso.
Non ci sono state risposte esaurienti ma piuttosto una certa fretta di concludere l’esame frettolosamente e di passare alla persona successiva.
Mi è venuto pure il dubbio e ho avuto la sensazione che l’esame non fosse stato eseguito correttamente visto l’atteggiamento freddo e sgarbato.
In passato ho fatto altre mammografie, ma il modo di agire durante l’esame mi era sembrato invece molto accurato e accomodante.
Ho avuto la sensazione di fastidio anziché rassicurazione. Le manovre di manipolazione del seno, parte delicata e intima, piuttosto sgarbate e “tirate via”, per nulla accurate insomma da chi ti deve “toccare” certe parti del corpo.
In tanti anni che mi occupo di pazienti e che ho a che fare con il personale sanitario, medici, infermieri, specialisti nello svolgimento del mio ruolo di vice segretario ANED Toscana, associazione nazionale emodializzati e trapiantati d’Italia, non ho mai riscontrato un comportamento tanto maleducato e inadeguato da parte di un sanitario al servizio della salute pubblica.
Tengo a segnalare questo episodio affinché si faccia chiarezza sul perché determinati elementi possano essere a contatto con le persone, sul perché si possano permettere tanta maleducazione e scortesia, da parte di una donna tra l’altro!
Io oggi ho potuto difendermi ma mi sono chiesta: “Se dovesse capitare a una persona vulnerabile e fragile, come i malati che rappresento, o ad altre persone non in grado di poter replicare? Qualcuno che non ha la forza e che subisce tanta cattiveria in silenzio?”.
Vorrei ricordare che la mammografia è un esame necessario per tutte le donne, che desta ansia e preoccupazione, e che ogni signora ha il diritto di essere accolta con serietà, professionalità, comprensione e se vogliamo anche con tranquillità e gentilezza vista la delicatezza della situazione.
Lettera firmata
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