spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
giovedì 21 Maggio 2026
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    “Denuncia 13 minorenni della provincia senese: non sono semplici episodi di disagio o devianza isolata”

    Il consigliere comunale Roberto Montanelli (Castelnuovo Popolare): "Siamo di fronte a un sintomo evidente di una malattia ben più profonda, le cui responsabilità sono molteplici"

    La denuncia di 13 minorenni, residenti a Siena e dintorni, accusati di diffusione di materiale pedopornografico, contenuti nazifascisti, foto di armi e della pianificazione di vere e proprie azioni punitive contro stranieri e giovani cosiddetti “maranza”, non possono e non devono essere liquidati come semplici episodi di disagio giovanile o devianza isolata.

    Siamo di fronte a un sintomo evidente di una malattia ben più profonda, le cui responsabilità sono molteplici, stratificate e chiamano in causa l’intera catena sociale, istituzionale e politica.

    Odio razziale, apologia del fascismo e nazismo, armi illegali: denunciati 13 minorenni di Siena e provincia

    L’attrazione morbosa per gli orrori che l’essere umano è in grado di generare, che coinvolge giovani e meno giovani, sta attecchendo con spaventosa facilità, trovando terreno fertile nell’assenza di valori di riferimento.

    Questo degrado morale e culturale è certamente legato alla complessa fase storica in cui viviamo, ma è attivamente facilitato e cavalcato da precise scelte politiche e mediatiche.

    E’ evidente il ruolo della politica locale e nazionale, supportata dai media al loro servizio, che da anni soffia sul fuoco del risentimento.

    Alimentando costantemente la paura, l’odio e la violenza repressa, si orienta strategicamente la rabbia sociale contro gli ultimi della scala sociale – gli immigrati, i giovani marginalizzati, i diversi – anziché contro i veri responsabili delle problematiche economiche e sociali che i cittadini vivono ogni giorno.

    La sistematica legittimazione e sdoganamento di linguaggi d’odio e di dinamiche discriminatorie, sta producendo i suoi frutti più amari.

    Quando si normalizza la sopraffazione, si legittima implicitamente la violenza dei più forti sui più deboli, plagiando le menti dei più fragili e armando la mano dei più giovani.

    Se non si inverte immediatamente la rotta, se la politica non smetterà di usare la paura come strumento di consenso e se non si tornerà ad investire nella cultura, nell’inclusione e nel presidio sociale del territorio, queste bombe sociali diventeranno presto del tutto incontrollabili.

    Non basta condannare i ragazzi e le loro famiglie: è necessario processare e cambiare un sistema che li ha cresciuti nell’assenza di spazi di aggregazione, di proposte culturali e di politiche giovanili mirate, lasciando spazio all’individualismo e ad un degrado socio culturale che generano devianze e abbrutimento delle relazioni umane. 

    Consigliere comunale Roberto Montanelli – Castelnuovo Popolare

    Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

    Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

    Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

    Leggi anche...