giovedì 2 Luglio 2020
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    “Ambiente, sviluppo: il Coronavirus ha chiuso un’epoca e chi non lo ha capito rischia di divenire un serio problema”

    Viola Viligiardi, da Greve in Chianti: "O diventiamo più sostenibili, o virus e batteri antibiotico resistenti ci faranno compagnia sempre più spesso"

    Appena superate le prime fasi dell’emergenza Coronavirus, ma ancora non fuori dalla drammatica pandemia che ha coinvolto tutto il pianeta, a Greve si riaccendono i confronti interrotti dal lockdown.

    L’impressione è che per qualcuno sembra non sia accaduto niente, sembra che questo periodo sia stato vissuto soltanto come uno stop, quindi è sufficiente riadattare la narrazione a condizioni nuove, qualche aggiustamento e ripartiamo da dove ci eravamo lasciati!

    E’ proprio questa impressione che mi spinge a portare un mio personale contributo, da persona che negli ultimi quindici anni ha dedicato volontariamente molto del suo tempo alla valorizzazione e tutela dell’ambiente e del territorio dove abbiamo la fortuna di vivere.

    La pandemia ha portato morte e dolore, ha visto infermieri e medici impegnati come eroi,produrrà gravi danni economici, ma il nemico invisibile potrebbe anche averci insegnato qualcosa e potrebbe offrirci la possibilità di risolvere almeno qualche annoso problema italiano.

    Nei giorni del lockdown tutti noi abbiamo ritrovato ed apprezzato l’importanza di valori semplici: la famiglia, gli affetti, prepararsi il cibo, dedicarsi alla cura della propria casa, ritrovare cose che avevamo dimenticato, ritrovare le vecchie foto, leggersi un bel libro, pranzare con la famiglia sulla terrazza o nel giardinetto di casa, guardare un piacevole film in TV, curare le piante del giardino e della terrazza, dedicare tempo ai nostri compagni di vita a quattro zampe, sentirsi per telefono con amici e familiari lontani, in alcuni quartieri le tombole dal terrazzo… .

    Tutti noi potremmo raccontare tanto, ma la cifra comune è che alla fine abbiamo riscoperto e valorizzato il “buon vivere” del Chianti, prodotto che da sempre abbiamo offerto ai turisti e che continueremo ad offrire a chi verrà.

    Mi dispiace che qualcuno non lo abbia capito, ma questa è la forza del Chianti e non è assolutamente pensabile di giocarsela in nome degli interessi di chicchessia.

    Il Coronavirus ci ha anche fatto capire che è necessario ripensare il nostro rapporto con la natura e l’ambiente: o ci riconvertiamo e rendiamo le nostre azioni ed attività più sostenibili o virus e batteri antibiotico resistenti ci faranno compagnia sempre più spesso.

    Tutti noi possiamo fare qualcosa (per esempio diminuire o sospendere il consumo di carni
    provenienti da allevamenti intensivi, usare meno l’auto…), chi fra noi ha ruoli o incarichi pubblici può fare molto di più: gestione sostenibile del verde pubblico, gestione sostenibile del territorio, valorizzazione della biodiversità urbana ed extraurbana (per esempio il lockdown ha regalato a Greve le sponde del fiume rinaturalizzate, sarebbe opportuno imparare a salvaguardarle così, del resto come raccomandato dal nuovo Piano Strutturale!).

    Le imprese possono guardare avanti, invece di rimanere pigramente affezionate a visioni del secolo scorso.

    Infine la crisi prodotta dal virus ha cambiato anche l’Europa e per l’Italia paradossalmente questa situazione potrebbe trasformarsi in un’occasione che potrebbe permetterci tra l’altro di liberarci di una burocrazia amministrativa ottusa e culturalmente scaduta. Potrebbe essere l’ultimo treno che passa? Probabile, speriamo di riuscire a prenderlo!

    Sono passati pochi mesi, ma si è chiusa un’epoca e chi non lo ha capito rischia di divenire un serio problema.

    Non è sufficiente autodichiararsi “come Greta Tumberg”, o accontentarsi di azioni simboliche, nel prossimo futuro serve coerenza nelle personali azioni quotidiane (come ci insegna Greta) e serve pensare e progettare politiche e piani davvero e semplicemente sostenibili.

    Viola Viligiardi

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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