giovedì 2 Luglio 2020
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    “Cementificio di Testi: si è permesso a troppi di fare i loro comodi. Sulla pelle dei lavoratori”

    Ci scrive un dipendente: "Dobbiamo genufletterci a logiche di mercato, dove il lato umano non conta più niente. Arrivando a togliere lavoro alle famiglie?"

    Carissima redazione del Gazzettino del Chianti,

    sono dipendente del cementificio di Testi, e volevo porre alla vostra attenzione le ultime problematiche relative all’andamento del nostro stabilimento.

    I dipendenti della cementeria sono stati posti in cassa integrazione Covid-19, come molte altre realtà lavorative.

    Attualmente la stessa è stata prorogata fino al 19 luglio prossimo, e poi… si vedrà.

    Ovvero, l’azienda si è riservata la possibilità di accedere a cassa integrazione ordinaria in futuro.

    # Cementificio Sacci, preoccupazione: “Pensavamo di ripartire, invece in cassa integrazione fino a luglio”

    La motivazione è, a loro dire, causata da carenza di richiesta di cemento, e che metterebbero al riparo lo stabilimento accendendo alla cassa, per il nostro bene. Appunto: il nostro bene.

    Allora vorrei dare qualche spunto di riflessione sul bene non solo di noi dipendenti, ma del nostro territorio e delle famiglie che gravitano attorno al sito produttivo di Testi.

    Voglio basarmi brevemente, su alcuni avvenimenti accaduti negli ultimi anni (decenni) che hanno visto protagonista l’area di Testi:

    1 – Gassificatore/inceneritore: oramai alla storia per la nullità del suo scopo e per lo spreco di denari pubblici, è servito per breve periodo a non si sa bene cosa, e solo adesso viene smantellato dopo vari tentativi di riutilizzo.

    2 – Centrale elettirca: argomento all’ordine del giorno, trae origine dallo smembramento di una striscia di collina per far arrivare tubazione di metano dai poggi di Valigondoli, per creare una centrale (finanziata anche da fondi europei) da utilizzare per cedere energia elettrica al cementificio e chissà, ipoteticamente con benefici per la popolazione chiantigiana.

    Praticamente non è servita neanche per far luce ai lumini del camposanto.

    Adesso la turbina da aereo che serviva per produrre energia elettrica probabilmente fa il suo dovere in un paese africano.

    3 – Il cementificio: al netto delle accuse e degli attacchi dei soliti pseudo ambientalisti, è stata ed è una realtà che ha permesso di sviluppare ed arricchire il nostro territorio e il tessuto sociale nel bellissimo Chianti.

    Certo, con tutte le problematiche dell’impatto ambientale che ha avuto e sta avendo, ma certamente non da scenario apocalittico a volte descritto da personaggi che ignorano minimamente cosa vuol dire lavorare in cementeria.

    Negli ultimi anni ha subito una forte crisi come in tutto il settore cementizio e non solo, ed ha portato al fallimento della storica società che aveva fondato il cementificio, la Sacci Spa.

    A questo punto si sono alternate ben altre tre società del settore nel contendersi a suon di milioni di euro, la proprietà del sito produttivo.

    A detta di molti dipendenti, le due società che si sono avvicendate prima di quella attuale, non hanno minimamente pensato ad investire e promuovere al meglio la risorsa produttiva posta propria nel bel mezzo del chianti, tutt’altro.

    Non di meno, l’attuale proprietà è sembrata più indirizzata all’acquisizione del mercato (anche se non molto), e soprattutto a non rischiare che altri competitor, acquisissero la proprietà dello stabilimento.

    Allora, mi chiedo, come si possa permettere ad aziende di entrare nel nostro tessuto produttivo e sociale senza chiedere e pretendere il rispetto per il territorio che li ospita, e tenere conto che con la pelle e il lavoro dei propri cittadini non si può giocare.

    Che il sito di Testi è un sito produttivo e ha tutte le carte in regola (non solo logistico/produttive, ma anche ambientali) per essere un’eccellenza nel panorama industriale.

    O dobbiamo genufletterci a logiche di mercato, dove il lato umano non conta più niente, e famiglie del territorio si troveranno infine senza lavoro in un momento così difficile?

    Avanti signori, il Chianti vi aspetta per fare i vostri comodi!!!

    Dipendente ex Sacci Spa

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