mercoledì 8 Luglio 2020
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    Cementificio Sacci, preoccupazione: “Pensavamo di ripartire, invece in cassa integrazione fino a luglio”

    I lavoratori: "Sconcertati e preoccupati". Marco Carletti (Fillea Cgil): "L'azienda non ha risposto a nessuna delle nostre domande. Troppi segnali negativi"

    GREVE IN CHIANTI – Nuove agitazioni per il cementifico di Testi, che ormai da anni purtroppo non trova pace. Ma, soprattutto, non la trovano i lavoratori.

    “Siamo sconcertati e preoccupati – ci dicono – ci aspettavamo di ripartire per riempire i silos di klinker e cemento ed invece l’azienda ci ha comunicato che usufruirà di tutta la cassa integrazione messa a disposizione dal Governo per l’emergenza Coronavirus”.

    “Avevamo appena riacceso il forno – ci spiegano – quando a causa dell’emergenza sanitaria, sono state chiuse tutte le industrie, da quel giorno siamo in cassa integrazione. Ora ci aspettavamo di ripartire per riprendere la produzione interrotta bruscamente, invece abbiamo ricevuto la comunicazione che l’azienda utilizzerà tutta la cassa integrazione, così facendo arriveremo a 14 settimane”.

    “Dopo una riunione tra di noi – concludono i lavoratori – abbiamo chiesto ai sindacati di incontrare la dirigenza”.

    Marco Carletti, Fillea Cgil

    “Incontro avvenuto in videoconferenza il 3 giugno – ci spiega Marco Carletti della Fillea Cgil – ma dal quale siamo usciti del tutto insoddisfatti. L’azienda non ha risposto a nessuna delle nostre domande, ha confermato solo la cassa integrazione. E abbiamo fissato un nuovo incontro a fine mese”.

    “Siamo molto preoccupati – ammette Carletti – ci sono troppi segnali negativi. E’ stato spostato il direttore, non nominandone uno nuovo in sua sostituzione; non si fanno investimenti necessari da tempo. Hanno provato a dirottare su altri stabilimenti dei grossi clienti, che comunque saranno costretti a cambiare stabilimento di fornitura visto che qui hanno deciso di andare ad esaurimento scorte”.

    “Il cementificio Sacci – continua – è intimamente legato al territorio grevigiano. Al momento ci sono circa 80 dipendenti diretti, con l’indotto 100 famiglie dipendono dal cementificio. E non dimentichiamoci che ha dato lavoro a migliaia di persone nel corso del tempo. E’ un’industria importante per il territorio, soprattutto ora che il modello di sviluppo turistico mostra difficoltà. Gli spetta la dignità che ha sempre avuto, si merita investimenti e rilancio, non di essere abbandonato”.

    “Ora è prevista anche una ripresa della realizzazione di grandi infrastrutture – ci spiega Carletti – dalla terza corsia, l’autostrada del mare e la stazione Foster tanto per dirne alcune. Davvero si deve far arrivare il materiale necessario su ruota da stabilimenti lontani come quello di Guidonia, quando qui a Testi c’è una produzione di eccelsa qualità?”.

    “Ci incontreremo con le Rsu aziendali – conclude – molto probabilmente inizierà un nuovo periodo di agitazione. Chiedo a tutti, cittadini e forze politiche, di schierarsi dalla parte dei lavoratori”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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