lunedì 10 Agosto 2020
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    Centrale a termogas a Greve: “I signori industriali ci scusino, ma è casa nostra e ci spetta l’ultima parola. O no?”

    Ancora una lettera dopo l'assemblea del 2 luglio. Ancora una volta contraria al progetto di Mtaenergia nel polo di Testi: "Non si può mistificare cosa è il Chianti"

    Caro Ingegner Bindi, in qualità di operatore economico chiantigiano, che tra l’altro non è direttamente prospicente all’area di Testi ma che ha profonde conoscenze e rapporti, anche internazionali e qualificati, sul tema, rispondo con piacere (e spero con altrettanta chiarezza) alle Sue istanze.

    Sí! Quell’area industriale ha portato decremento all’economia di tutta la zona, basti constatare la qualità edilizia che nel tempo si è stratificata nei pressi degli stabilimenti presenti.

    Quella zona merita qualcosa di diverso e merita di essere ricomposta nella qualità e bellezza di tutto il territorio circostante, alla pari di tutto il resto del nostro Chianti.

    Non so se ci siano dei regolamenti direttamente ostativi al vostro progetto, ma poco importa nella sostanza, serenamente senza timore di smentita penso che la totalità dei prodotti del nostro territorio abbiano il loro successo anche perché sono associati alla bellezza e al senso di salubrità del luogo da dove provengono.

    Il Chianti è un’area omogenea, completamente e fortemente vocata (e conosciuta internazionalmente per questo) per un’agricoltura di qualità e quindi anche per un turismo rurale di eccellenza.

    Sottolineo anche come sia magicamente posto tra due città d’arte uniche al mondo, cosa che lo rende particolarmente indicato ad esprimere questa vocazione.

    Mi scusi, ma è necessario dilungarsi sull’argomento? In quale altro modo deve essere spiegato che tutto questo non è compatibile con nuove ciminiere alte 30 metri?

    Lo stesso rappresentante di Metananenergia mi pare abbia sorriso sotto la mascherina quando, in assemblea, gli abbiamo chiesto provocatoriamente se lui personalmente desiderasse andare in vacanza all’ombra di una ciminiera?!

    E, proprio in questo momento, la crisi da Covid-19 ci permette di valutare facilmente quanti e quali siano gli interessi economici legati al turismo, qui come in tutta Italia.

    La vostra squadra di esperti sarà certamente pronta a produrre dati e tabulati che possano dimostrare tutto e il contrario di tutto ma non vi sarà possibile mistificare cos’è il Chianti oggi.

    È pacificamente chiaro a tutti nel mondo qual è la posta in campo, non solo per interessi economici ma anche per contenuti sociali e culturali.

    I cittadini del Chianti (Bindi a parte) lo sanno bene e la dimostrazione dell’incontro dell’altra sera ne è stato chiaro esempio: i cittadini si sono ritrovati per sostenere le ragioni delle loro visioni, che nel tempo hanno scelto e sostenuto, immaginando scenari di sviluppo che desiderano qualcosa di diverso rispetto a nuove ciminiere in Chianti.

    La controparte è puntigliosa, battagliera ed evidentemente fortemente attratta da guadagni copiosi, per quanto sicuramente leciti, ma non potrà mai allentare la resistenza e la caparbietà di chi vive questi luoghi da tempo e rappresenta una storia antica di armonia e di umile comunione tra paesaggio e attività economica.

    E, se Bindi rivendica la libertà e democrazia, i Signori industriali che vengono da lontano ci scuseranno (come noi li scusiamo) se abbiamo visioni diverse e se pensiamo che, forse (?), visto che qui è casa nostra l’ultima parola spetti a noi. O no?

    Maria Sole Cappellini

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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