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mercoledì 10 Agosto 2022
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    Centrale termoelettrica a Testi, anche la Lega si schiera per il no: “Ma se ne discutiamo è colpa del Pd”

    Elisa Tozzi: "Noi ci siamo, ma vanno messe in evidenza le responsabilità di ieri e di oggi, di un'amministrazione che oggi sbraita alla luna ma ieri ha approvato di tutto"

    GREVE IN CHIANTI – “Da fine 2019 abbiamo appreso che il Comune di Greve in Chianti è alle prese con la nuova Centrale termoelettrica proposta da Metaenergia a Testi. Tutti si dichiarano contrari a questa centrale ma se oggi qualcuno può rivendicare dei diritti su quell’area vuol dire che qualcuno l’ha approvata nel 2008/2009. Guarda caso è quello stesso Pd che oggi si oppone a parole in maniera tanto forte quanto incoerente”.

    Lo dice Elisa Tozzi, responsabile enti locali per Lega Toscana – Salvini premier. Il suo è un lungo atto d’accusa all’amministrazione comunale grevigiana.

    “Si avvia – prosegue – un processo partecipativo previsto dalla legge regionale sull’urbanistica ma non si invita la controparte alle assemblee pubbliche; fa una delibera di avvio del procedimento che già anticipa il risultato; presenta il progetto parlando di un impianto tre volte più grande di quello approvato dal sindaco Hagge ma scopriamo dalle parole del direttore generale della società che la nuova centrale invece è più grande “solo” del 30% per quanto riguarda la potenza elettrica prodotta; oltretutto la centrale si dice che dovrebbe “lavorare” solo per un quanto dell’orario giornaliero. Insomma si presenta in maniera sbagliata il progetto in modo che sia facile per la società, ribaltare le ragioni del no”. 

    “In favore del no – prosegue Tozzi – oggi si accampano ragioni paesaggistiche ma Soprintendenza e Ministero dei Beni Culturali che tutelano questo valore hanno già dato parere favorevole ed il Comune non ha alcuna competenza in materia”.

    “Si accampano ragioni urbanistiche – aggiunge – ma in sede di redazione del Piano Operativo e Piano Strutturale, freschi di approvazione comunale e regionale, si è confermata la previsione di una centrale più impattante di quella che oggi viene proposta. A pensar male a volte ci si indovina, ma viene davvero da pensare che il Comune voglia proprio perdere la causa milionaria già annunciata da Metaenergia, magari perdendo anche quei quasi tre milioni di opere di compensazione che erano già previsti e che nessuno ha fatto nonostante sia stata realizzata la vecchia centrale, sia stata messa in funzione, sia stata spenta, smontata e venduta ad un Paese africano”.

    Poi parte con una raffica di domande: “Ma è vero che la convenzione non era assistita da una polizza fidejussoria? Oppure qualcuno l’ha svincolata prima dei lavori? Chi non ha vigilato allora? Di chi sono le responsabilità per questo danno al Comune? Come possiamo fidarci del Comune ora visto che ad amministrare c’è la stessa forza politica che ha fatto e disfatto tutto a Testi? Ha realizzato il gassificatore, ha previsto l’inceneritore, ha fatto realizzare la turbogas, ha fatto usare il forno del cementificio per bruciare di tutto”.

    “Ci domandiamo – dice ancora Tozzi -come mai il sindaco che conosceva la volontà di Metaenergia fin dal 2017 non abbia socializzato questo pericolo con nessuno. Oggi tutti sono contro la centrale ma qualcuno avrà previsto quella destinazione urbanistica a centrale elettrica che è alla base delle aspettative di Metaenergia: il Piano Operativo ed il Piano Strutturale nuovi di zecca avrebbero potuto impedire questo errore: altrimenti che potere ha il consiglio comunale in materia urbanistica. Solo quello di porre lacci e lacciuoli alle imprese ed ai piccoli proprietari?”.

    “Ora a Greve in Chianti tutti piangono lacrime di coccodrillo – accusa – ma quando si poteva fare qualcosa l’amministrazione non ha fatto nulla: non ha controllato la società Volta quando realizzava la Turbogas e doveva realizzare le opere di compensazione; non ha scritto a muso duro fin da subito ovvero dal 2017, a Metaenergia che di nuova centrale non c’era neppure da parlarne; non ha mobilitato fin da subito, i cittadini e le associazioni che oggi sono chiamati a schierarsi, in una battaglia di civiltà a tutela del nostro territorio”.

    “Insomma – afferma l’esponente leghista in conclusione – noi siamo pronti a sostenere la comunità grevigiana in questa battaglia politica, che sarà soprattutto legale ed all’occorrenza non ci tireremo indietro dal portare la questione in Parlamento. Ma occorre mettere in evidenza da subito le responsabilità e gli errori di ieri, e soprattutto di oggi, di un’amministrazione che oggi sbraita alla luna ma ieri ha approvato di tutto”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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