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lunedì 30 Gennaio 2023
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    Dal 23 febbraio una professionista incontra gratuitamente chi ne sente il bisogno

    Ci sono cose che pensiamo possano capitare solo agli altri. Abbiamo spesso sentito raccontare che l'una o l'altra persona di nostra conoscenza ha scoperto di avere un tumore. Un "brutto male", come si diceva e si dice ancora. Una di quelle malattie il cui solo nome fa paura: chiamarlo "malaccio" dà l'illusione di tenerlo un po' a distanza, mentre dire "cancro"….

     

    A volte, invece, la diagnosi arriva come un fulmine a ciel sereno che colpisce proprio noi, o qualcuno dei nostri familiari. La prima reazione è lo sconcerto, l'incredulità. E' vero, sapevamo che si tratta di un fenomeno in crescita, e che, teoricamente, ognuno di noi è esposto, ma la teoria è un conto…. quando tocca a te è un'altra cosa.

     

    Alcuni invece, alla notizia di avere un tumore, o che ce l'ha una persona cara, lì per lì non provano niente, come quando un'esplosione violenta  lascia temporaneamente sordi, in un mondo ovattato.

     

    In ogni caso, la vita cambia all'improvviso: ci sono decisioni da prendere, interventi chirurgici da programmare, cure da intraprendere e, si sa, le cure stesse (chemioterapia, radioterapia) hanno conseguenze pesanti sulla vita quotidiana dell'ammalato e di chi vive al suo fianco.

     

    I medici ci rassicurano: al giorno d'oggi esistono tante risorse per poter guarire. ma questo cancella solo in parte l'ansia, l'angoscia per il futuro, il dubbio che proprio nel nostro caso, chissà, l'esito possa essere infausto.

     

    Comunque sia, ci troviamo di fronte un percorso lungo e difficile. L'esistenza quotidiana comincia a ruotare intorno alla malattia: l'operazione, i cicli di chemio, il malessere che ne consegue, i controlli, la paura e la speranza.

     

    L'ammalato e i suoi familiari spesso cercano di nascondersi a vicenda.. la propria sofferenza, per evitare a chi amano ulteriori preoccupazioni, ma è una fatica che logora. Ognuno avrebbe bisogno, piuttosto, di sfogarsi, di "buttare fuori" quello che lo angoscia per sopportarlo un po' meglio.

     

    La nuova 'iniziativa dell'AVG di Greve in Chianti offre questa possibilità ai cittadini in modo gratuito, semplice (senza necessità di appuntamento né altre formalità) attraverso l'opera di una professionista. Tutti i sabati, a partire dal 23 febbraio, in orario 15-17 preso la sede dell'associazione, una psicologa darà ascolto e sostegno a chi ne sente la necessità. Un’iniziativa intrapresa dal luglio 2012 anche presso la Fratellanza Popolare di Grassina.

     

    Cercare aiuto in questi casi non è un lusso, perché permette sia all'ammalato che ai parenti di sostenersi poi meglio l'un l'altro. Se quello che ci aspetta (o che stiamo già vivendo) è la preparazione alla perdita e al lutto, avremo un supporto in più per affrontarlo. Se il cammino invece si concluderà positivamente, si arriverà in fondo meno usurati.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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