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lunedì 4 Marzo 2024
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    Centrosinistra per Greve in Chianti all’attacco sul bilancio: “Immobilismo sui rifiuti”

    GREVE IN CHIANTI – "Il sindaco dice che il bilancio di previsione bilancio “è fortemente condizionato dalle scelte dell’amministrazione uscente”. Ma non ne faceva anch’egli parte, come vicesindaco/assessore al bilancio/consigliere, fino all’ultimo giorno di legislatura? E non siedono oggi in giunta anche Stefano Romiti, assessore/vicesindaco/consigliere, e Lorenzo Lotti, capogruppo, per tutto il mandato? E dunque l’amministrazione uscente non era fatta anche (soprattutto?) da loro?".

     

    Centrosinistra per Greve in Chianti ancor all'attacco di giunta e maggioranza: "Più oltre Paolo Sottani si lamenta del fatto che suddetta amministrazione non abbia approvato il bilancio prima della fine del mandato ed imputa a ciò i 250.000 euro in meno destinati al sociale, argomentando che non si è trattato di tagli, bensì di mancate spese dovute al fatto che si è dovuto operare in dodicesimi fino ad agosto".

     

    "Ma giova ricordare – proseguono – che lo scorso anno, quando era sempre Sottani l’assessore al bilancio, il previsionale è andato in approvazione in luglio e dunque anche lo scorso anno si è operato in dodicesimi fino a tale data. Vuol dunque farci credere che i 250.000 euro in meno rispetto all’anno precedente sono le mancate spese del solo mese di agosto? No sindaco, non ci crediamo, non sono mancate spese, sono tagli".

     

    "In consiglio comunale – dicono ancora – si è poi passati a discutere delle tariffe Tari e del piano finanziario proposto da Quadrifoglio. Alla nostra opposizione a quanto previsto dal piano: (aumento delle calotte, congelamento del porta a porta alla situazione attuale e nessun accenno ad un sistema di tariffazione puntuale), il sindaco ci ha detto che il piano è ricontrattabile, ma ha anche ammesso che a tre mesi dal suo insediamento non ha ancora avuto nessun incontro con Quadrifoglio".

     

    "Siccome sul piano di raccolta  e di smaltimento dei rifiuti si gioca il nostro futuro (leggasi inceneritore) – attaccano – il mancato impegno  dell’amministrazione ci deve tutti molto allarmare e la risposta del sindaco alle nostre osservazioni è stata davvero disarmante: “Tanto sono sicuro che l’inceneritore non si farà”".

     

    "La discussione si è poi spostata sulle tariffe Tasi – proseguono le valutazione del gruppo di opposizione – una tassa sbagliata, iniqua, che (lo afferma anche Confcommercio) va a colpire principalmente le famiglie di fascia medio-bassa. Sempre Confcommercio ritiene, come già da noi anticipato qualche settimana fa, che i famosi 80 euro serviranno a pagare la Tasi, piuttosto che a rilanciare i consumi. Insomma si è trattato di una partita di giro".

     

    "Passando dal piano nazionale a quello comunale – ricordano – in sede di commissione consiliare avevamo evidenziato come la quantificazione dei costi dei servizi indivisibili fosse discrepante rispetto alle tabelle di bilancio; gli uffici hanno ricontrollato le cifre e ci hanno dato ragione e durante il consiglio è stata presentata una diversa quantificazione. Speriamo bene…".

     

    "E veniamo al bilancio – rimarcano – sul fronte delle entrate non abbiamo al momento molto da dire trattandosi di previsioni: vedremo il consuntivo e lì giudicheremo. Resta però una domanda aperta: non è stato messo in bilancio l’avanzo di amministrazione dell’anno precedente; ne abbiamo chiesto ragione, ma la risposta è stata vaga e fumosa e non siamo riusciti a capire né il motivo, né a cosa esso verrà destinato. Vigileremo e ve ne daremo conto.
    Sul fronte delle uscite invece, come abbiamo già detto in apertura, il taglio di oltre 250.000 euro al sociale è per noi emblematico ed inaccettabile, soprattutto se operato da un’amministrazione che, a parole, dice di essere di centro-sinistra".
     

    "Le magnifiche sorti e progressive che Renzi continua ad annunciare (ma anche a posticipare) proprio non si vedono – concludono – L’Italia è in deflazione (non succedeva dal 1959), il PIL è negativo, a luglio la disoccupazione è salita al 12,6 il che significa, tradotto in donne e uomini, che in quel solo mese hanno perso il lavoro 1000 persone al giorno. Insomma nessun cambio di passo all’orizzonte: né a Roma, né a Greve".
     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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