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mercoledì 29 Giugno 2022
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    Esiti positivi dopo l’incontro di Enrico Rossi con l’amministratore delegato di Poste Italiane

    Non c’è da cantare vittoria, ma intanto un primo risultato è stato raggiunto: l’ufficio postale di Chiocchio non chiuderà, come annunciato da Poste Italiane nel settembre scorso, il prossimo 26 ottobre. Sono gli esiti dell’incontro, avvenuto nei giorni scorsi, fra il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l’amministratore delegato di Poste Italiane Massimo Sarmi.
    All’uscita Rossi ha sottolineato di aver trovato “disponibilità a collaborare per trovare soluzioni ed evitare la chiusura degli uffici postali nelle zone disagiate. E’ un fatto positivo. Ci metteremo subito al lavoro”. L’accordo prevede l’avvio immediato di un lavoro comune, tra Regione e Poste, in due direzioni: l’estensione dei servizi offerti dagli uffici postali in particolare per la sanità e la ricerca di soluzioni su misura per evitare la chiusura degli sportelli nelle zone montane e disagiate.
    Sul primo punto, in particolare, si prevede di ampliare l’offerta di servizi degli uffici postali toscani per la popolazione: ad esempio con l’attivazione della carta sanitaria, i pagamenti online di bollette e ticket sanitari, il servizio Cup per la prenotazione di visite ed esami diagnostici. Sul secondo punto l’obiettivo è individuare le soluzioni più rispondenti alle varie situazioni per evitare le chiusure, coinvolgendo gli enti locali interessati e le stesse comunità e affidando agli uffici postali nuovi servizi (con adeguata formazione del personale) in modo da evitare l’abbandono del territorio: si pensa, ad esempio, alla riscossione dei tributi, alla gestione del servizio di tesoreria. Altra ipotesi, l’organizzazione di uffici postali mobili.
    Soddisfatto l’assessore alle infrastrutture e alle reti informatiche del Comune di Greve in Chianti Stefano Romiti: “La protesta civile messa in atto da più parti e nei modi più diversi, ha certamente fornito un orientamento ben preciso riguardo a quale fosse la determinazione dei cittadini nel far valere i loro diritti. D'altra parte è chiaro che quando parliamo di aziende fornitrici di servizi non possiamo dimenticare le persone, non tutto può essere ricondotto al mero margine operativo”.
    Sono state ben 502 le firme raccolte dalla petizione organizzata dall’amministrazione comunale grevigiana con la collaborazione della casa del popolo di Chiocchio. Una petizione in cui si è ribadito il no alla chiusura dell’ufficio postale, utilizzato da residenti del paese e da tante persone di passaggio. Petizione inviata allo stesso presidente Rossi il giorno prima del suo incontro con i vertici di Poste Italiane da parte del sindaco Alberto Bencistà.
    “Secondo quanto scaturisce dal vertice Regione Toscana-Poste – conclude Romiti – appare altrettanto evidente come il lavoro da fare sia molto ed impegnativo. Come Comune di Greve in Chianti ci rendiamo comunque disponibili a partecipare attivamente alla stesura di nuove collaborazioni, proponendoci, se la Regione lo riterrà opportuno, disponibili ad attivare anche progetti sperimentali in modo che si arrivi a soluzioni che garantiscano maggiori servizi anche ai cittadini delle zone montane e disagiate, anzichè privarli di quelli già esistenti”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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