spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
sabato 13 Luglio 2024
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Cintoia: si è tornati a dire Messa e a far festa davanti al tabernacolo eretto dopo essere scampati alla peste

    Nei giorni scorsi il Comitato di Cintoia ha ri-organizzato una tradizione che si era fermata da alcuni anni: a celebrare il vescovo di Fiesole. E una grande partecipazione

    CINTOIA (GREVE IN CHIANTI) – Sabato 15 giugno, presso il Tabernacolo dedicato alla Vergine Maria, detto “Cappella a Baratro”, il Comitato di Cintoia ha rinnovato una tradizione che si era fermata da qualche anno.

    E che è tornata ad essere un’occasione di incontro e preghiera per tutti i cintoiesi (e non solo), che si sono ri-appropriati di una memoria ancora molto sentita.

    “Sulla collina sovrastante la strada provinciale 69 della Panca, esattamente presso la curva detta “Il Taglio”, è collocato un antico Tabernacolo eretto per devozione alla Beata Vergine Maria” iniziano spiegando dove e di cosa si tratta.

    “Costruito per onorare un voto fatto dal popolo di Cintoia – ricordano – Il motivo del voto era lo scampato pericolo rappresentato da una pestilenza che si era propagata nel territorio risparmiando, appunto, i cittadini della piccola Valle.”

    “Dopo il fatto prodigioso fu deciso di costruire un tabernacolo a muro – proseguono – con una monofora nella quale fu collocata una terracotta policroma raffigurante Maria Santissima, che tiene in braccio il bambino Gesù”.

    “Anche se non sono stati ritrovati documenti che attestino il periodo della costruzione – spiegano – dagli esami effettuati durante il restauro dell’immagine, risulta che l’opera è di fattura artigianale, eseguita secondo una modalità, per le forme ed il colore, riconducibile a modelli di maniera secentesca”.

    “Nell’anno 2004 – si arriva ai nostri giorni – dopo anni di abbandono, per opera e devozione di Francesco Bonechi, originario di Cintoia ma residente a Strada in Chianti, coadiuvato da altri volontari, fu iniziato un restauro per il recupero del tabernacolo”.

    “L’immagine in terracotta fu portata presso l’istituto dell’Arte del Restauro di Palazzo Spinelli in via Primo Maggio a Firenze – rammentano – previo interessamento di Franco Sottani, (cintoiese) responsabile dell’istituto stesso. Alla base del tabernacolo sono stati ricostruiti gli scalini di accesso, con elementi in pietra e terracotta ritrovati sul posto e con gli stessi materiali nel terreno circostante; sono state allestite delle aiuole per ornarlo con piante e fiori”.

    “Dopo questo restauro – raccontano ancora dal Comitato – per alcuni anni, in un giorno che veniva di volta in volta fissato nel mese di maggio o giugno, si svolgeva una festa con la celebrazione della Santa Messa davanti al Tabernacolo, seguita da una rustica e simpatica merenda. Alla festa partecipavano con entusiasmo i vecchi cintoiesi, che provenivano da zone più o meno lontane, i nuovi, che ora abitano nella valle, e tanti altri amici”.

    “Quest’anno abbiamo voluto rinnovare questa tradizione – dicono orgogliosi – ed è stato un pomeriggio davvero importante. La sacra Messa è stata celebrata dalla vescovo di Fiesole Stefano Manetti, ed hanno partecipato tantissime persone”.

    “Sinceramente non ci aspettavamo tutto questa partecipazione – ammettono – ma questo significa che abbiamo tutti voglia e bisogno di recuperare dei momenti per stare insieme. E ricordare ed onorare l’impegno che alcuni cittadini, per il solo bene della comunità, hanno messo nella salvaguardia di vecchie tradizioni”.

    “Quest’anno è stata una ripartenza – concludono dal Comitato – ma ci prendiamo l’impegno di proseguire in questa tradizione, rifacendo questo incontro anche nei prossimi anni”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...