GREVE IN CHIANTI – "In qualità di Presidente della Cooperativa Italia Nuova Greve in Chianti, a seguito di telefonate ricevute da persone di indubbia fiducia ed anche in seguito a voci raccolte in piazza, mi vedo costretto ad intervenire per far conoscere la realtà delle cose e stigmatizzare anche chi queste voci le alimenta e le diffonde".
Il presidente della Cooperativa Italia Nuova Fabio Baldi precisa che "il supermercato Coop di Greve in Chianti ed il negozio Coop di Panzano di nostra competenza come pure tutti i supermercati e negozi alimentari d'Italia resteranno aperti sabato prossimo al pari delle farmacie. A Greve in Chianti praticheremo l'orario continuato dalle 8 alle 19.45. Questo in ossequio a quanto previsto dal DPCM dell'8 marzo 2020, esteso al nostro territorio dal DPCM del 9 marzo che ha fatto diventare l'intero territorio italiano “zona rossa”. I servizi di distribuzione alimentare e le farmacie sono considerati “servizi essenziali” e pertanto devono restare aperti il più possibile per garantire la distribuzione degli alimenti senza determinare le condizioni per resse ed accaparramenti".
"A Greve in Chianti la situazione è buona – dice Baldi – ovvero ci sono code regolari e tranquille che rispettano alla lettera le disposizioni governative: a Greve possono entrare 45 persone per volta a Panzano 12 (in base al calcolo dei metri quadri). I nostri soci e clienti sono tranquilli. In 20 minuti si può fare la spesa completa. Cortesemente i nostri dipendenti invitano tutti a fare veloci per lasciare il posto ad altri. Alla cassa saranno installate paratie in plexiglass".
"Prima delle casse la fila – dice ancora Baldi – che in realtà non c'è, è regolata da strisce bianche e rosse poste a terra a distanza di un metro. Abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare al servizio di “spesa a domicilio” che in passato abbiamo sempre fatto: io personalmente ho portato per diversi anni la spesa a casa di una signora di Greti. Il “servizio di spesa a domicilio” però in questa situazione deve, e sottolineo deve, essere svolto da volontari e non può essere svolto da personale delle attività commerciali, perché, aldilà dei problemi contrattuali con i dipendenti, igienico sanitari per la conservazione delle merci (catena del freddo e conservazione dei prodotti deperibili), fiscali per il corretto pagamento delle merci, problemi che in situazione di emergenza possono essere non presi in considerazione e superati".
"Ebbene – rimarca Baldi – in questa situazione sanitaria i dipendenti delle attività commerciali non possono entrare in contatto con i clienti, fuori del negozio perché rischiano di allargare il contagio, mettendo a rischio tutta la forza lavoro di un supermercato ad esempio. In questo momento dobbiamo svolgere un servizio essenziale e per questo dobbiamo salvaguardare la salute del nostro personale perché il rischio è forte. Dobbiamo restare aperti per garantire un servizio essenziale".
"Per queste ragioni – dice ancora – già da una settimana ne abbiamo parlato all'interno del gruppo WhatsApp del consiglio ed abbiamo dato la nostra piena disponibilità a preparare la spesa per la consegna a domicilio, chiedendo al Comune di coordinare le associazioni di volontariato del territorio. Bene ha fatto la Coop di San Polo a coordinarsi con la locale Pubblica Assistenza. Lo stesso chiediamo alla associazioni analoghe del capoluogo".
"Al Comune che ci ha contattato – conclude Baldi – abbiamo dato la nostra piena disponibilità ed abbiamo messo a disposizione anche la nostra esperienza per organizzare un servizio che, per essere vero e rivolto alle categorie più deboli può funzionare solo se coordinato da un livello superiore e con la collaborazione delle associazioni di volontariato".
di REDAZIONE
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