mercoledì 12 Agosto 2020
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    Dall’assemblea in piazza Matteotti sulla centrale termoelettrica a Testi si alza un coro di “No”

    Primo giovedì di luglio con circa 100 persone che, nonostante i tempi di Covid-19, non hanno voluto mancare per far sentire la loro contrarietà a un'ipotesi... sempre più lontana

    GREVE IN CHIANTI – Dall’assemblea in piazza Matteotti, alla presenza di Metaenergia, sulla realizzazione di una centrale termoelettrica nel polo industriale di Testi, si alza un coro di “No”.

    Questo il messaggio che la maggior parte dei cittadini e delle associazioni presenti hanno voluto dire a chiare lettere, in supporto alle scelte amministrative che dovranno essere prese in sede di consiglio comunale.

    Giovedì 2 luglio. Alle 21.30 inizia l’assemblea: circa 100 persone presenti all’interno dell’area delimitata e con controllo degli ingressi da parte della Croce Rossa di Greve in Chianti, nel rispetto delle normative sanitarie vigenti.

    Altre persone all’esterno dell’area: una risposta della cittadinanza importante, pur in periodo in cui la paura ancora aleggia a causa del Coronavirus.

    Inizia l’assemblea con l’introduzione del sindaco Paolo Sottani, che racconta il percorso che ha portato a questa assemblea, ultima del processo partecipativo per discutere della realizzazione della centrale termoelettrica a Testi.

    Introduzione che riguarda anche un breve racconto su tutto il percorso giudiziario che ha caratterizzato le scelte di Metaenergia e dell’amministrazione comunale fino a questo momento.

    Conclude, il sindaco, ribadendo la posizione contraria dell’amministrazione. E ricordando le osservazioni al progetto pervenute, da parte di cittadini o associazioni: 11 contrari e solo una a favore.

    Prendono la parola Oreste Tasso, direttore generale Metaenergia Produzione, ed i tecnici Omar Retini e Lorenzo Magli, che ribadiscono la visione aziendale e il quadro d’insieme dove viene inserita la centrale.

    “Rientra nel piano nazionale delle energie rinnovabili – dice il direttore Tasso – perché serve a compensare i cali di tensione dovuti all’incostanza della produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili. Questa nasce come un sistema di integrazione da mettere in funzione soltanto nei momenti di bisogno e non in modo costante e continuativo”.

    “E’ stato scelto Greve in Chianti – aggiunge – perché dove era presente la centrale turbogas è un’area già predisposta per accogliere questa nuova centrale, non c’è bisogno di nessun ulteriore lavoro né di consumi di suolo”.

    A questo punto si susseguono gli interventi dei cittadini presenti, gruppi consiliari ed operatori del settore vitivinicolo e turistico con domande e considerazioni.

    Viene ricordato da più interventi la vocazione turistica ed agricola di questo territorio e prende sempre più piede la paura. Che temono un impatto dannoso su questi settori.

    La discussione poi si sposta su argomentazioni legali, con la parola che passa agli avvocati delle parti, prima l’avvocato Valenti, di Metaenergia e poi la risposta dell’avvocato Barchielli, che rappresenta il comune di Greve in Chianti.

    I minuti passano, la stanchezza inizia farsi sentire e gli animi si riscaldano, è difficile far rispettare l’ordine degli oratori, qualcuno si alza ed inizia a parlare senza microfono, sovrapponendosi.

    Dopo un richiamo all’ordine, tra i tanti prendono la parola anche Luigi Cappellini, proprietario del Castello di Verrazzano e Carlotta Gori, direttore del Consorzio Vino Chianti Classico.

    “In questo territorio si producono 37 milioni di bottiglie di vino Chianti Classico – spiega Carlotta Gori – questo è il trailer economico e lo è stato in una maniera estremamente rispettosa del valore territoriale di questa zona, perché questi vini sono a Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Di origine, perché per legge deve contenere un valore territoriale importante”.

    “Il Consorzio – conclude – rappresenta 600 produttori di Chianti Classico che si sono impegnati ed hanno investito nella salvaguardia di questo territorio, modellandolo e rendendolo unico”.

    Un territorio che dice un “No”, secco e chiaro, alla centrale termoelettrica a Testi. Anche in piazza. Anche in tempi di Covid-19.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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