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domenica 3 Luglio 2022
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    Greve in Chianti: in Comune oltre 400 firme che chiedono un territorio libero da pesticidi

    "L’idea, adesso, è quella di coinvolgere l’amministrazione comunale ad aprire un dialogo costruttivo con tutti i cittadini interessati"

    GREVE IN CHIANTI – “Sono oltre quattrocento i cittadini che in poco tempo hanno deciso di sottoscrivere una petizione per la difesa della salute e dell’ambiente sull’intero territorio del comune di Greve in Chianti”.

    Lo dice una delle coordinatrici, Leonora Bisagno. Che ricorda che “la raccolta di firme, lanciata da alcuni cittadini lo scorso settembre in occasione dell’Expo del Chianti Classico, ha proseguito per alcune giornate in occasione di mercati comunali svolti anche nelle frazioni e ha raccolto interesse e sensibilità da parte di cittadini che amano il territorio chiantigiano”.

    “In particolare – si spiega – i cittadini firmatari richiedono, al fine di tutelare la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente, di diffondere un’agricoltura rispettosa degli esseri viventi su tutto il territorio”.

    E ancora, “di incentivare la biodiversità a scapito della pratica monocolturale in atto e l’emanazione di un regolamento comunale che indichi obblighi e limitazioni risolute e definitive all’uso di sostanze tossiche, prodotti sintetici e diserbanti chimici, dannosi per la salute e per l’ambiente”.

    “L’auspicio – viene aggiunto  -è la candidatura di Greve in Chianti a comune interamente libero da pesticidi, sull’esempio di sempre più numerosi comuni italiani, ed esemplificare così un modello territoriale virtuoso a rilevanza internazionale”.

    “Nel frattempo – si evidenzia – il testo della petizione chiede l’applicazione di norme precise che prescrivano delle distanze minime per tutti i tipi di trattamenti (100 metri per quelli a base di sostanze fitosanitarie chimico-sintetiche e 30 metri per quelli a base di rame e zolfo) dalle abitazioni, dai giardini, dai confini, oltre che dai corsi d’acqua e da tutti gli spazi pubblici e privati, ed anche l’informazione preventiva di tutti i trattamenti e il registro in sede comunale di questi”.

    “Si tratta di buone pratiche – dicono ancora gli organizzatori della petizione – che ben si inseriscono nella visione di un territorio rispettoso della salute dei cittadini e che da sempre trova nella natura, nel paesaggio e nella conduzione di un’agricoltura sostenibile la sua principale risorsa a partire da valide esperienze legate al distretto biologico del vino”.

    “Le firme sono state depositate in palazzo comunale – concludono – e l’idea, adesso, è quella di coinvolgere l’amministrazione comunale ad aprire un dialogo costruttivo con tutti i cittadini interessati al fine di promuovere tutti assieme un’azione concreta di tutela del nostro territorio e della salute della nostra comunità”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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