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venerdì 1 Luglio 2022
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    Greve in Chianti: varato un piano degli investimenti da 3milioni e 700mila euro

    Adeguamento sismico scuola Panzano, passaggio al led di tutti i punti luce comunali, sistemazione piazza Santa Croce, rifacimento sistema fognario di Casole...

    GREVE IN CHIANTI – Oltre 3 milioni e mezzo di euro di investimenti nel 2022 per il Comune di Greve in Chianti.

    Per un piano delle opere pubbliche “che – spiega il sindaco Paolo Sottani – rispecchia la filosofia che ha ispirato e guidato ogni mia attività: rispondere ai bisogni effettivi del territorio con un’ampia gamma di interventi che riqualificano e migliorano la qualità della vita”.

    Si va, spiegano dal palazzo comunale “dalla ristrutturazione per adeguamento sismico della scuola di Panzano all’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica per il passaggio a led di tutti i punti luce del Comune di Greve in Chianti”.

    E ancora, “dalle grandi opere, che saranno ultimate nella prima parte del 2022 come il parcheggio di piazza della Resistenza, la risistemazione della pavimentazione di piazza Santa Croce e via Garibaldi a tutti quei piccoli interventi molto sentiti dai cittadini, come il rifacimento della pavimentazione di via Camaldoli, la risistemazione delle aree pedonali e del giardino di via Boschi a Strada in Chianti, il rifacimento del sistema fognario di Casole”.

    “Abbiamo iniziato bene l’anno con l’inaugurazione del centro cottura centralizzato di Greve in Chianti – sottolinea Sottani – destinato a produrre oltre un migliaio di pasti per gli studenti del territorio, la cucina attrezzata e all’avanguardia, realizzata in un edificio comunale, sarà un punto di riferimento per il presente e il futuro e garantirà alta qualità nella produzione dei pasti. Il nostro motto è non fermarsi mai, neanche nei momenti più difficili e procedere insieme in rete con il territorio”.

    “Sono anche molto contento e soddisfatto – riprende – di aver di chiuso un bilancio sano con il quale siamo riusciti a coprire tutte le spese correnti, potendo così destinare gli oneri di urbanizzazione interamente agli investimenti in opere pubbliche e in macchinari e attrezzature indispensabili per il funzionamento del comune nel medio e lungo periodo”.

    Ammontano invece a quasi 5 milioni di euro le risorse stanziate come Unione comunale del Chianti fiorentino, ente per il quale Sottani ha la delega al sociale, volte a sostenere e affiancare i bisogni di anziani, diversamente abili e minori. 

    “Abbiamo amplificato ed esteso gradualmente la nostra azione dedicata alla sfera sociale – dice Sottani – educativa ed culturale, fino a costruire un team territoriale. Costituito dalle tante associazioni, circoli e Pro Loco, che operano nel capoluogo e nelle frazioni facendo leva sulla forza del volontariato soprattutto socio-sanitaria, pilastro indispensabile nella fase della pandemia”.

    Il 2021 è l’anno in cui anche il Comune di Greve in Chianti ha dovuto fare i conti con le conseguenze dell’emergenza sanitaria, economica e sociale che ha reso più fragili le famiglie, i giovani, i lavoratori, le donne, ed in particolare coloro che già versavano in condizioni di difficoltà.

    “La pandemia ha continuato ad invadere come una lunga onda i nostri stili di vita imponendo dei cambiamenti radicali e netti – afferma Sottani – noi abbiamo affrontati gli effetti negativi con la concretezza e la capacità di resilienza e reciprocità messe in campo da una comunità generosa, sensibile e attenta alle fragilità del territorio”.

    “Sono stati tanti i gesti pieni di amore  – aggiunge ancora – che mi hanno confortato e hanno confermato il cuore delle nostre cittadine e dei nostri cittadini. Ricordo ad esempio il successo del regalo sospeso e le donazioni sociali, sanitarie, culturali delle famiglie, dei commercianti, degli imprenditori, delle organizzazioni sindacali. E il profondo spirito di collaborazione che si è sviluppato e rafforzato tra la macchina comunale, grazie all’impegno e alla professionalità degli uffici, e la comunità”.

    “Nella difesa dei diritti dei più deboli – continua – ci siamo battuti con ogni mezzo per restituire dignità, prospettive e opportunità occupazionali a tutte quelle lavoratrici e lavoratori che hanno vissuto per più di un anno nell’incertezza e nel timore di perdere il posto di lavoro”.

    Si tratta delle oltre 70 famiglie, dipendenti del cementificio di Testi per le quali l’amministrazione comunale ha lavorato incessantemente con l’obiettivo di contrastare il rischio di razionalizzazione, ovvero licenziamento tout court, inizialmente prospettato dalla proprietà.

    “Il risultato – commenta il sindaco – è uno dei più significativi del mio mandato, il lungo e difficile percorso, caratterizzato dal sostegno ininterrotto H24 per i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali, dalla vicinanza della comunità, ha portato non solo alla riapertura del dialogo con la proprietà Buzzi Unicem”.

    “Ma anche alla sigla – conclude – del protocollo con la Regione Toscana e stessa la Buzzi Unicem per la futura conversione industriale del sito, rispettosa dell’ambiente e in linea con le vocazioni territoriali”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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