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venerdì 19 Luglio 2024
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    I volontari AVG nell’Emilia Romagna sott’acqua: “Solo tornando a casa comprendiamo il significato dei loro grazie”

    Al ritorno dalle terre martoriate dalle esondazioni, la riflessione di Stefano Trentanove (che è anche coordinatore delle squadre di Toscana ed Abruzzo): "Fondamentale essere squadra"

    GREVE IN CHIANTI – Anche dal nostro territorio sono tanti i volontari che sono partiti (o stanno partendo) per offrire il loro aiuto alla popolazione dell’Emila Romagna, travolta da una alluvione drammatica.

    Fra questi anche quelli dell’AVG, l’Associazione Volontariato Grevigiano, con il suo nucleo di protezione civile.

    “Il viaggio di ritorno – raccontano – è servito per comprendere il significato profondo di tutti i grazie che ci hanno rivolto, a parole, nei gesti o solo con lo sguardo, le tante persone incont ate nel disastro dell’alluvione romagnola”.

    “Serviva aiuto – proseguomo – e serviva qualcuno a cui aggrapparsi per non essere trascinati via, anche dalla piena dello sgomento. E noi eravamo lì”.

    Con queste parole, i volontari grevigiani dell’AVG che operano nella protezione civile, descrivono ciò che più di tutto li ha colpiti mentre prestavano il loro servizio di aiuto alla popolazione colpita dall’alluvione.

    “Per 72 ore – riflettono – abbiamo lavorato quasi senza mai dormire, per liberare le case sott’acqua, gli animali, le aziende e offrire soccorso, mettendo a disposizione i mezzi e la preparazione della protezione civile”.

    Al più esperto dei membri della squadra grevigiana, Stefano Trentanove, era stato affidato il compito di coordinatore unico delle squadre di Toscana ed Abruzzo giunte in sostegno.

    Un delicato ruolo di collegamento tra istituzioni locali e nazionali, corpi di soccorritori, sevizi di informazione e le molte squadre sul campo per organizzare al meglio le operazioni verso la popolazione.

    “Quello che ci consente di essere così efficaci e ammirati da più parti del mondo – racconta Trentanove spiegano l’importanza del sistema di protezione civile nel nostro Paese – è la capacità di essere davvero una squadra di fronte all’emergenza e di non perdere mai di vista il proprio compito all’interno di questa”.

    “Non c’è tempo per i protagonismi – racconta Stefano, che insieme a Mario Bartolozzi si trovava a Calderara di Reno, e che può raccontare servizi su molte catastrofi
    nazionali – ogni minuto può essere determinante e sapere cosa fare in maniera così coordinata, riesce a far raggiungere obiettivi che singolarmente sarebbero impossibili”.

    “Finito il nostro servizio – riprende – la cui durata è stabilita dai coordinatori psicologi che determinano quanto sia lo sforzo che possiamo offrire e che non ci abbandonano mai, si torna a casa, traendo le somme e spesso si finisce per costruire anche relazioni di fratellanza e
    amicizia”.

    La Protezione Civile, che ha tre parole guida da cui originano tutte le sue attività (prevenire, informare, proteggere), è tra i servizi dell’Associazione Volontariato Grevigiano ed è attiva con venti volontari, che vengono contattati in caso di necessità dalla centrale nazionale.

    Sono formati e costantemente aggiornati, sotto diversi profili per poter fronteggiare i più disparati ambiti di intervento.

    Per diventare volontario è necessario seguire dei corsi che proprio AVG mette a disposizione con l’intento di garantire, alla popolazione locale od ovunque occorra, aiuto efficace, rapido e competente nel momento di massima emergenza.

    Entrare a farne parte è semplice e per iniziare, occorre solo mettersi in contatto chiamando il numero 0558544777.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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