GREVE IN CHIANTI – È stata nel suo piccolo il simbolo di quell’Italia desiderosa di rinascere con uno dei talenti più apprezzati al mondo: l’arte del buon gusto e della cucina slow.
# Una cena in piazza Matteotti come simbolo di ripartenza: di Greve e del Chianti
Uniti si è più forti e Greve, come tutto il territorio del Chianti, lo ha dimostrato con il successo di un evento, il primo nel dopo Covid, allestito all’aperto, complici le miti temperature estive, nato dalla collaborazione tra il Comune, i ristoratori, gli operatori economici e della ricettività di Greve.
Oltre 150 le persone a tavola in piazza Matteotti, da cui si sono alzati voci di giusta soddisfazione.
“Il calore della nostra gente porta gente, la capacità di accoglienza dei nostri ristoratori, albergatori, commercianti è la carta da giocare – dichiara il sindaco Paolo Sottani – e infonde vitalità in tutto territorio, invitandolo ad aprirsi, a sentirsi nuovamente addosso l’emozione di trasmettere benessere e qualità della vita attraverso il gusto della semplicità”.
“Domenica sera – rimarca – ci siamo sentiti tutti pronti a scattare, come ai nastri di partenza, per un’estate che certamente non sarà facile ma che vuole affermare uno spirito di concordia e fiducia nel futuro. Il coraggio mostrato dagli organizzatori è il simbolo della comunità italiana che si rimbocca le maniche e si fa forza, si prepara ad affrontare la ripartenza, seppur in maniera lenta e graduale, con la reciproca collaborazione”.
Alla serata hanno preso parte i sindaci del Chianti Roberto Ciappi, David Baroncelli, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, la direttrice del Consorzio Vino Chianti Classico Carlotta Gori e Gerardo Giorgi, marketing manager del Consorzio Vino Chianti Classico.
L’evento è stato organizzato da una decina di ristoratori con il supporto delle strutture ricettive e delle attività commerciali.
Se è fatto con amore e competenze anche un maiale in agrodolce può fare la felicità dei visitatori alla scoperta dell’identità del Chianti.
Ne è convinta Rossella Rossi, ristoratrice e albergatrice che ieri sera ha puntato sul suo cavallo di battaglia e da qualche giorno ha messo in moto cucina e camere, iniziando a registrare qualche timido movimento nei flussi turistici.
“Un segnale di ripresa c’è, seppur lieve – nota Rossi – abbiamo voglia di ripartire e lo facciamo con tutto ciò che abbiamo di più prezioso: il saper fare accoglienza, ho riscontrato qualche presenza, 170 in un mese, provenienti da Austria, Russia, Repubblica Ceca, Inghilterra, Svizzera, oltre ai turisti italiani; alcuni addirittura hanno confessato di essersi fiondati in Italia all’indomani dell’apertura delle frontiere e questo in parte ripaga e incoraggia ad andare avanti. Ce la faremo se resteremo uniti”.
Dello stesso pensiero è il ristoratore e albergatore Alessio Pesucci. “Con la piena riuscita della cena in piazza abbiamo dimostrato che siamo capaci di organizzare un evento di particolari dimensioni come quelle di ieri sera in totale sicurezza il periodo non facile che abbiamo vissuto e stiamo vivendo ci impone regole precise da rispettare”.
“Siamo pronti a dare il meglio – aggiunge – non solo dal punto di vista culinario ma sotto il profilo dell’osservanza delle norme, necessarie a tutelare la salute dei nostri clienti. Ogni ristoratore ha proposto un piatto diverso richiamando la tradizione e rielaborando in chiave contemporanea le ricette della cucina toscana e chiantigiana”.
“Abbiamo lavorato insieme – conclude Pesucci – spirito solidale e competenze ci hanno rafforzato come colleghi, abbiamo condiviso la speranza di poter affrontare gli ostacoli del dopo Covid con la compattezza della rete economica che parla ad una sola voce: Chianti. Aspettiamo tutti a braccia aperte!”.
@RIPRODUZIONE RISERVATA


































