lunedì 10 Agosto 2020
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    “Impianto Metaenergia, l’assemblea del 2 luglio ha fugato ogni dubbio: il Chianti non lo vuole”

    Scrive Victoria Matta (Castello Vicchiomaggio): "Tutti gli interventi contrari alla costruzione della centrale termoelettrica. Tutti tranne uno..."

    Vorrei rispondere alla lettera del signor Giordano Bindi, dal titolo “Assemblea su centrale termoelettrica con Metaenergia a Greve: soddisfatto che si sia tenuta”.

    # “Assemblea su centrale termoelettrica con Metaenergia a Greve: soddisfatto che si sia tenuta”

    Per completezza di informazione e onestà intellettuale l’ingegner Bindi dovrebbe precisare che gli interventi che sono stati fatti durante l’assemblea pubblica tenutasi il 2 luglio a Greve in Chianti erano tutti contrari alla costruzione della centrale termoelettrica, la cui costruzione è stata proposta dalla società Metaenergiaproduzione, e che solamente Bindi stesso ha espresso un parere positivo.

    L’ingegnere nella sua lettera parla di “portatori di interesse”, quasi con accezione negativa, mentre anche i cittadini stessi residenti nell’area interessata che si sono espressi in modo contrario lo sono.

    Lo stesso Bindi è un portatore di interesse e per correttezza durante le riunioni e nelle sue lettere aperte dovrebbe presentarsi come ingegnere con dichiarati rapporti di collaborazione professionale con Metaenergia e non come un semplice cittadino di Greve in Chianti.

    I “portatori di interesse” presenti erano naturalmente quelli locali legati al mondo dell’agricoltura, e al mondo del turismo, ma anche semplici cittadini che hanno espresso di gradire uno sviluppo ben diverso da quello proposto da Metaenergia per il territorio del Chianti, dove nel tempo si cerchi di ridurre l’industria pesante presente anziché costruirne di nuova.

    Bindi continua a sostenere che si sono ascoltate scemenze durante alcuni interventi in quanto i gas che verranno emessi sono stati definiti come dei “pennacchi di fumo”.

    Metaenergia e Bindi devono però ancora chiarire a tutti come un impianto con 4 ciminiere alte 30 metri che gettano gas a 365 gradi e a 116 km/h possa avere un impatto nullo sul territorio circostante.

    Se parliamo dell’impatto visivo, utilizzare il termine “pennacchi di fumo” potrebbe anche essere sbagliato però il gas naturale durante la sua combustione rilascia principalmente anidride carbonica (CO2) e vapore acqueo; quest’ultimo nonostante sia innocuo, con il freddo condensa divenendo quindi visibile; lo stesso effetto avviene quando i fumi ad una temperatura così alta incontrano la pioggia.

    Quindi l’affermazione rilasciata da Bindi e Metaenergia che i fumi saranno sempre e comunque invisibili non è corretta.

    Per quanto riguarda invece l’impatto ambientale non possono farci ancora credere che il getto a temperature così alte e a velocità così sostenuta possa non avere un impatto negativo.

    Siamo soliti osservare dei falchi che sorvolano sulla zona di Testi, se un falco incontrasse tali getti ad una temperatura così alta cosa farebbe?

    Per lui sarebbe un impatto nullo? Perché continuare a sostenere tale scemenza? Il clima e microclima circostante ne sarebbero sicuramente danneggiati.

    Inoltre, durante l’assemblea Omar Retini, estensore dello studio sull’impatto ambientale di Metaenergia, ha sostenuto che le centraline che misurano la qualità dell’aria di Greve in Chianti hanno evidenziato che questa risulta essere sostanzialmente pulita (parametri buoni sulla qualità dell’aria) e che quindi le emissioni di CO2 che verranno generate dalla centrale saranno comunque nei limiti di legge. Ciò tradotto, a mio parere, significa che: “l’aria di Greve in Chianti è pulita, quindi io Metaenergia, società con sede legale in un’altra regione, posso venire ad inquinarla”.

    In un mondo dove si lotta per la riduzione delle emissioni di CO2 a Greve in Chianti si discute ancora sull’aumentarle o meno.

    Bindi continua dicendo che la realizzazione di questo progetto non avrebbe nessun impatto negativo sul territorio del Chianti anzi sarebbe un’opportunità che darebbe valore al Comune di Greve come promotore, indirettamente, dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile in Italia.

    Si parla quindi giustamente di promotore indiretto proprio perché questo impianto non è ad energia rinnovabile.

    Se ci fossero ancora dei dubbi circa l’utilità di ospitare questo impianto nel nostro territorio la riunione del 2 luglio li ha del tutto cancellati. La popolazione del Chianti non lo vuole.


    Victoria Matta – Castello Vicchiomaggio

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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