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sabato 10 Dicembre 2022
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    Gli anni a Greve in Chianti, la scoperta del palcoscenico. E, oggi, la notorietà. Così si racconta al Gazzettino

    GREVE IN CHIANTI – I suoi video spopolano in rete, la sua pagina Facebook è in continua crescita e ha superato abbondantemente i 25mila “like”.

     

    Lorenzo Baglioni è il fenomeno del momento. Con lo spettacolo “Selfie”, che racconta in chiave ironica l'impatto della tecnologia sulle nostre vite, ha riscosso quest'estate un grande successo.

     

    Tra le tappe del tour non poteva certo mancare Greve in Chianti, dove Lorenzo (già protagonista del film “Sta per piovere” di Haider Rashid) ha vissuto a lungo.

     

    Nato a Grosseto, è arrivato nel capoluogo chiantigiano all'età di tre anni e ci è rimasto fino a pochi anni fa. Un distacco quasi forzato, per motivi di studio e di lavoro.

     

    “Ma non sono di quelli che dice di esser contento di aver lasciato Greve”, assicura al Gazzettino del Chianti.

     

    Com'è stato il ritorno “a casa”?

    "Sicuramente una grande emozione, perché gli anni a Greve sono stati un periodo felicissimo della mia vita. Ho tanti ricordi, a partire dai momenti passati alla casa del popolo, che secondo me, e lo dico con il massimo rispetto, è uno dei più grandi centri di comicità che possano esistere. Ricordo tante persone, anche amici, che se messi su un palco farebbero faville".

     

    Dopo la parodia de “La Lallera” di Marasco sui locali fiorentini, agosto è stato un mese prolifico per te. Pochi giorni fa la canzone dedicata agli italiani in ferie, prima ancora il prosciutto e melone all'Anconella per Joe Bastianich. A proposito, ha risposto all'appello?

    "No, è stato impossibile da contattare. L'idea era in realtà di portarlo qui a suonare con la sua band (The Ramps, n.d.r.), ma abbiamo scoperto che non ha né un indirizzo email né altro. Comunque non ci arrendiamo: assieme a mio fratello Michele, co-autore di tutto quello che faccio, stiamo ancora pensando di organizzare qualcosa e dunque tenteremo di nuovo di coinvolgerlo. Il video è nato come parodia dei mille musicisti per i Foo Fighters a Cesena, ma visto che lo abbiamo girato dopo il temporale del 1 agosto che ha devastato l'Anconella e altre zone di Firenze abbiamo pensato che potesse diventare un'occasione per aiutare la città. Un motivo ancora valido".

     

    Come hai iniziato a fare l'attore?

    "La passione c'è da sempre, ma fino a pochi anni fa si è trattato solo di un divertimento. A Greve facevo ad esempio dei video comici assieme a Lorenzo Batacchi (il duo “Baglio e Bata”, n.d.r.), che pubblicavamo su YouTube. Diciamo che era un percorso parallelo a quello dello studio, dato che in quegli anni ho fatto un dottorato di ricerca a Pisa e ho ottenuto l'abilitazione per l'insegnamento della matematica".

     

    Quando hai capito che poteva essere la tua strada?

    "La svolta c'è stata nel 2010, ed è arrivata per puro caso. Ho partecipato infatti ad un provino della cui esistenza ho saputo venti minuti prima di presentarmi in scena. Lo spettacolo era “The Commitments” e mi hanno preso subito, dandomi il ruolo del protagonista. Sono “sopravvissuto” a quella prova e da lì è cominciato tutto".

     

    Sei tante cose, ma come ti definiresti su un biglietto da visita?

    "Mi sento più di tutto un attore, anche se nasco come musicista. Ho studiato per dieci anni la chitarra alla scuola di musica di Greve e sono stato vicinissimo ad iscrivermi al Conservatorio. Ma in tutti i miei lavori viene fuori maggiormente la mia parte di attore, sono più degli sketch comici che delle canzoni".

     

    C'è qualcuno a cui ti ispiri? Guardando i tuoi video balza agli occhi Riccardo Marasco.

    "Sicuramente è un riferimento evidente, e per me è un onore essere accostato a lui. L'ho “saccheggiato”, ma soprattutto grazie a lui ho rafforzato l'idea che lo stornello fiorentino abbia di per sé una grande potenza comica e ancora tanto da dire. Sono comunque cresciuto guardando la videocassetta di “Tutto Benigni”, uno degli esempi massimi di stand-up comedy, e in questi anni grazie a internet ho potuto vedere tantissime cose, aggiornarmi, studiare, farmi ispirare. Ho iniziato ad esempio a scrivere “Selfie” dopo aver visto gli spettacoli di Bill Hicks e Louis C.K. (due famosi comici statunitensi, n.d.r.)".

     

    Progetti per il futuro?

    "Ce ne sono tanti, alcuni li tengo per me non tanto per scaramanzia quanto perché sono ancora poco più che idee. Intanto “Selfie” sarà a dicembre per tre serate al Teatro di Rifredi. Poi a brevissimo, forse già la prossima settimana, uscirà la prima puntata della web serie “Sextime stories”, scritta assieme a Gregory Eve, in cui si parla di sesso in chiave comica. E con mio fratello sto già lavorando ad un nuovo spettacolo che porteremo in scena l'estate prossima…".

    di Matteo Morandini

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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