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sabato 18 Settembre 2021
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    La Cgil: “L’accordo sul cementificio è fatto, ma non finisce qui!”

    "Il presidio, che proseguirà ancora, ha di fatto mostrato alla azienda e ad un intero territorio che non si può chiudere "indisturbati" un luogo di lavoro"

    La fabbrica, il sito produttivo, il negozio, l’ufficio e ogni luogo di lavoro oltre ad essere il posto dove si svolge la propria mansione lavorativa con il tempo e gli anni rappresenta per le lavoratrici e i lavoratori il luogo di aggregazione sociale, di incontro della comunità, tanto che molte statistiche ci riferiscono che  gran parte della nostra vita la passiamo a lavorare.

    Quindi la  chiusura del luogo di lavoro non è una “semplice” dismissione fisica della attività ma è e resta un segno indelebile per una intera comunità, per un intero territorio.

    La chiusura del Cementificio di Testi del Passo dei Pecorai a Greve in Chianti è un segno indelebile!

    La sua storia centenaria ha visto progressivamente nel tempo un  disimpegno imprenditoriale, basta pensare ai vari proprietari che si sono avvicendati: dalla Sacci, poi Cementir, poi Italcementi ed infine Buzzi Unicem, che con la società Testicementi l’acquista nel giugno del 2019 per chiuderla nel 2021.

    L’accordo sindacale siglato il 22 giugno 2021, anche se purtroppo non garantirà la prosecuzione dell’attività e non scongiurerà la chiusura dello stabilimento nonostante la nostra ferma contrarietà, è stato un atto importante di tutela nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, che da più di 6 mesi sono in presidio permanente davanti allo stabilimento per difendere il loro luogo di lavoro, la loro dignità e per il diritto al lavoro.

    Un accordo che permetterà la ricollocazione interna al gruppo per alcuni lavoratori, un accompagnamento alla pensione per chi accede ai requisiti entro dicembre 2026, un incentivo all’esodo consistente e una dote per le imprese che assumono sul territorio a tempo indeterminato chi non si è ricollocato. Questo grazie alla tenacia e al sacrificio dei lavoratori e alla caparbietà della Rsu.

    Un presidio che ha di  fatto mostrato alla azienda e ad un intero territorio che non si può chiudere “indisturbati” un luogo di lavoro, che ci sono delle responsabilità imprenditoriali previste dalla nostra Carta Costituzionale che devono essere attuate, che una comunità deve necessariamente farsi carico di situazioni come questa, che non si devono lasciare soli le lavoratrici e i lavoratori.

    La comunità del Chianti ha preso in carico questa vicenda a partire dalle amministrazioni locali che non hanno fatto mai mancare la loro solidarietà, il loro appoggio ed il loro intervento, dalle tante associazioni,dalle tante cittadine e cittadini, che sono venuti al presidio va il nostro ringraziamento.

    Ma come si dice non finisce qui!

    C’è ancora tanta strada da fare, il presidio continuerà perché rappresenta la battaglia per il lavoro, per l’identità di un territorio che, insieme alle organizzazioni sindacali, non dovrà abbandonare le lavoratrici e i lavoratori della Testi, e tutte/i le lavoratrici/tori espulsi dal proprio posto di lavoro.

    Nei prossimi giorni è stato  convocato il Tavolo per il Lavoro del Chianti dalle amministrazioni locali coinvolgendo CGIL CISL UIL e in questo caso anche le categorie degli edili la FILLEA CGIL la FILCA CISL e la FNEAL UIL.

    Anostro avviso questa potrebbe essere  la giusta occasione per provare a dare una risposta a questi lavoratori a seguito della chiusura definitiva dello stabilimento a dimostrazione della volontà imprenditoriale di esercitare a pieno la responsabilità d’impresa della nostra Carta Costituzionale.

    Laura Scalia Coordinatrice CGIL Chianti

    Giulia Bartoli Segretaria Generale FILLEA CGIL Toscana

    Marco Carletti Segretario Generale FILLEA CGIL Firenze

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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