venerdì 25 Settembre 2020
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    L’INTERVISTA / Marco Hagge: “Ai miei tempi il turbogas a Testi aveva senso. Oggi la centrale richiesta non lo ha”

    L'ex sindaco di Greve in Chianti racconta come era nato quel progetto. E spiega perché, secondo lui, l'amministrazione comunale fa bene a respingere quello richiesto oggi da Metaenergie

    GREVE IN CHIANTI – Marco Hagge, giornalista e volto conosciutissimo del TGR regionale, grevigiano “doc”, è stato sindaco di Greve in Chianti dal 2004 al 2009.

    Poi è tornato al suo lavoro (che non aveva mai abbandonato neanche durante il quinquennio da primo cittadino), rimanendo sempre fuori dal dibattito politico locale.

    Dibattito nel quale è stato re-inserito da terzi, come si dice in questi casi, nell’ultimo periodo. Il tema è quello della centrale termoelettrica richiesta da Metaenergie a Testi. Non sono pochi quelli che la legano al progetto di centrale a turbogas, che alla fine non ha mai visto la luce, nato sotto la sua gestione.

    Con una “equazione politica” del tipo: la responsabilità politica di quello che accade oggi è tutta del Pd (Hagge arrivava a sindaco “in quota” Margherita) che ha posto le basi per la situazione attuale.

    Siamo quindi andati a chiedere proprio a lui, a Marco Hagge, se ritiene che tutto ciò abbia un fondamento.

    Hagge, come risponde a chi lega la situazione di oggi su Testi alla centrale a turbogas?

    “Rispondo dicendo che sono due situazioni molto diverse. La questione tubogas metteva in fila problematiche relative ai posti di lavoro in gioco, dentro e fuori dal cementificio. E poi la questione del paesaggio in generale, la vocazione del territorio. E quella della situazione penosa in cui si trova l’area del cementificio, un problema grosso da risanare”.

    Situazione che è rimasta più o meno la stessa…

    “E’ una urgenza oggi, era un’urgenza anche quando ero sindaco io: per lavoro mi era capitato di passare sul cementificio in elicottero, e dall’alto è anche molto peggio. Dal basso non si capisce quanto è grande l’area e in quale stato si trovi”.

    Ma cosa prevedeva il piano-turbogas?

    “Il piano che avevamo elaborato all’epoca partiva da una consulenza scientifica al top. Il progetto industriale del turbogas era firmato dai più grandi ingegneri a livello nazionale, studiosi, ambientalisti, referenti delle tre Università toscane. Con la centrale a turbogas avevamo un progetto industriale serio che ci consentiva di conservare i posti di lavoro che si sarebbero persi al cementificio. Si parlava di un totale, fra dentro e fuori, di circa 300 famiglie coinvolte”.  

    E oggi il panorama generale com’è?

    “Di lavoro al cementificio ce n’è poco. Il lavoro si è sempre più spostato fuori da lì, nel turismo, nell’agricoltura. La coscienza ambientalista si è evoluta e diffusa, come è diffusa la convinzione che il futuro debba tendere a questa. Testi era un corpo estraneo al territorio allora e lo è anche oggi. E non è l’unico nel Chianti purtroppo. Sono molti gli episodi che ci ha lasciato il passato e che dobbiamo gestire”.

    Ma di fronte a tutto questo la centrale termoelettrica richiesta da Metaenergie non può essere una risposta?

    “No. Io credo che il Comune di Greve in Chianti abbia agito bene, la sua posizione è corretta. Mi sono letto anche un po’ di documentazione ufficiale e mi sembra che l’amministrazione comunale abbia percorso le strade giuste. Oggi un progetto del genere non ha senso. E’ cambiata la sensibilità ambientale. La centrale a turbogas nell’intenzione dell’amministrazione comunale era il male minore che segnava il primo passo verso una conversione generale di quell’area. Ricordo anche che uno dei vantaggi accessori per il Comune era la possibilità di avere il teleriscaldamento. Iniziando da Passo dei Pecorai e Ferrone, poi Greve e Strada…”.

    Insomma, cambiano i tempi, cambiano le esigenze, e cambiano anche le opportunità di dare l’ok o meno a certi interventi?

    “Ora il momento è meno favorevole sotto molti aspetti: al cementificio i posti di lavoro in gioco sono purtroppo meno di allora, mentre è ulteriormente cresciuta l’importanza della sostenibilità del territorio, anche dal punto di vista economico. Allora la richiesta del turbogas era una richiesta “a caldo”, tamponava varie emergenze e si iniziava a mettere mano al risanamento del territorio, con tutto il percorso istituzionale d’accordo; ora direi che tutto questo non c’è”.

    Quindi, come valuta la grande tensione che c’è a Greve in Chianti a livello politico? In cui tutti sono per il no ma è uno stillicidio quotidiano di attacchi?

    “Dico solo che proprio non capisco per quale motivo ci siano gruppi consiliari che sono usciti dall’aula durante il consiglio comunale”. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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