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giovedì 30 Giugno 2022
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    Lucolena: una comunità intera contro la violenza sulle donne. Fra arte e simboli

    Evento organizzato dalla Pro Loco del piccolo borgo grevigiano: una giornata all’insegna della compagnia reciproca, dell’arte e della consapevolezza

    LUCOLENA (GREVE IN CHIANTI) – Domenica 28 novembre è stata speciale per Lucolena. Finalmente tante persone si sono ritrovate in piazza, per una giornata all’insegna della compagnia reciproca, dell’arte e della consapevolezza.

    “Anche la comunità di Lucolena – dice Barbara Benucci, presidente della Pro Loco – installando una panchina rossa all’ingresso di piazza Anichini, vuole sensibilizzare e responsabilizzare tutte le persone su un argomento grave, quanto difficile da risolvere, l’eliminazione della violenza sulle donne”.

    “Installando una “banale” panchina rossa – prosegue – vogliamo rappresentare la forza, la potenza, la speranza, la donna e la vita. Siamo certi, che possa significare una costante presa di coscienza, su un grave problema che non riusciamo ancora a risolvere”.

    … non vergognarti, se quella mano non ha delicatamente accarezzato la tua guancia….non colpevolizzarti, perché la colpa è solo di chi, con quella mano, doveva farti sentire la donna più importante del mondo….”: è un piccolo estratto del discorso tenuto dalla pro Loco.

    Dopo l’inaugurazione della panchina, tutti alla mostra di quadri. E lì Daniela Vinattieri ci ha spiegato il tema e raccontato degli artisti: “La mostra ha come soggetto la donna sotto ogni suo aspetto”.

    Paolo Ermini – prosegue – dipinge la bellezza femminile, attraverso i colori e tratti delicati e sinuosi. Luca Masselli, dà una forte importanza alla grafica ed alla geometria dei disegni, poi grazie alla sua mano delicata, completa le sue opere rendendole uniche ed affascinanti…”.

    “Io lavoro sul femminicidio da almeno una ventina d’anni – dice ancora Daniela – nei miei quadri sono solo raffigurate donne con tutte le loro fragilità. Generalmente sono donne con conchiglie, che rappresentano la famiglia o la casa”.

    “Ahimè – sottolinea – molti femminicidi avvengono all’interno delle mura domestiche o comunque a causa di familiari. Il paradosso è che il luogo e le persone che dovrebbero tenere maggiormente al sicuro le donne, si trasformano nell’esatto contrario: la sicurezza diventa morte, soprusi, paura”.

    “Vogliamo ringraziare tutti i cittadini che oggi sono intervenuti – conclude Barbara – e che hanno partecipato al pranzo sociale, gli artisti che hanno mostrato i loro quadri, il sindaco che è venuto ad inaugurare la panchina. E un ringraziamento particolare va a Roberto Cornamusi, che ci ha aiutato tanto nel promuovere questa iniziativa”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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