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lunedì 5 Dicembre 2022
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    Montefioralle è tornato fra i “Borghi più belli d’Italia”: una festa per renderlo ufficiale

    Il sindaco dedica il riconoscimento "agli oltre novanta residenti che amano il loro paese e si fanno testimoni di bellezza, decoro, senso di appartenenza"

    MONTEFIORALLE (GREVE IN CHIANTI) – Il borgo di Montefioralle torna, ufficialmente, fra i più belli d’Italia.

    Il tesoro architettonico di origine etrusca e medievale, entrato nell’Olimpo dei piccoli centri italiani che si fregiano del riconoscimento nazionale, è stato festeggiato ieri pomeriggio con la consegna della pergamena e della bandiera bianco rossa, che simboleggia il mosaico di quel patrimonio italiano tutto da scoprire, meno esposto ai riflettori turistici, ma emblema dell’identità e della tipicità italiana.

    Il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani ha dedicato il riconoscimento” ai veri custodi di questo fazzoletto di Toscana nascosta, ricco di storia, emergenze architettoniche, risorse paesaggistiche e ambientali”.

    “Sono coloro – ha rimarcato – che rendono vivo e fruibile il borgo con la cultura della solidarietà e del volontariato e un forte senso di appartenenza al territorio. I castellani, gli oltre novanta residenti che amano e abitano Montefioralle da sempre, alcuni di loro ci sono nati, esprimono tutto l’anno l’impegno e la volontà di mantenere il luogo di origine bello, decoroso e attrattivo non solo per i visitatori ma per l’intera comunità”.

    Dopo essere già stato parte della rete, per volontà della giunta guidata da Marco Hagge, il Comune di Greve in Chianti rientra nella rete nazionale.

    E’ l’amministrazione comunale attuale che con tenacia ha perseguito l’obiettivo, ad aver chiesto e ottenuto la nuova assegnazione del titolo e l’adesione all’associazione “Borghi più belli d’Italia”, che certifica oltre 300 comuni, cuore e anima culturale del Paese, in grado di rappresentare la variegata offerta turistica nazionale, costituita dal buon vivere dei piccoli centri.

    Insieme al sindaco e ai rappresentanti dell’amministrazione e del Consiglio comunale, hanno presenziato la cerimonia Rosalba Cardinale, vicepresidente nazionale, ed Elisabetta Giudrinetti, coordinatrice regionale dell’associazione, Marco Hagge, i sindaci di San Casciano Roberto Ciappi e Barberino Tavarnelle David Baroncelli.

    E alcuni rappresentanti istituzionali della Regione Toscana e dei Comuni di Castiglione di Garfagnana e Montaione, già presenti nella rete italiana dei “Borghi più belli d’Italia”.

    L’amministrazione comunale ha espresso un ringraziamento ai cittadini che abitano e si prendono cura di Montefioralle e a don Flavio Rossetti, parroco della chiesa di Santo Stefano, che negli anni si è attivato e ha messo in atto vari progetti e interventi di riqualificazione e recupero del borgo con il sostegno di soggetti privati e in collaborazione con il Comune.

    CENNI STORICI: QUANDO IL BORGO SI CHIAMAVA MONTEFICALLI

    La più antica testimonianza del piccolo borgo di Montefioralle, in Toscana, risale al 1085. Il castello di Monteficalli viene citato diverse altre volte all’inizio del XII secolo come una curtis in cui venivano rogati atti ufficiali, atti conservati nell’archivio della Badia a Passignano.

    Tra questi documenti quello datato 4 marzo 1122 è di particolare interesse; in quel documento viene certificata la vendita di un bene tra un tale Benne di Gerardo e Gisla di Guinildo insieme alla madre Ermengarda del fu Rolando, i personaggi di questa vicenda portano tutti un nome di origine germanica tanto che si è ipotizzato che fossero esponenti di una famiglia nobile di stirpe longobarda.

    In epoca successiva il castello e borgo di Monteficalle fu di proprietà dei Ricasoli, dei Benci di Figline e dei Gherardini di Montagliari.

    Il borgo si trovava lungo una strada chiamata via del Guardingo di Passignano, questa strada metteva in comunicazione le tre principali valli della parte meridionale del contado fiorentino, la Val d’Elsa, la Val di Pesa e la Val di Greve con il Valdarno Superiore.

    In antico il castello era conosciuto come Monteficalle per poi divenire Montefioralle nel XVIII secolo.

    Il paese si è sviluppato intorno alla parte più elevata che corrisponde all’antico insediamento feudale. Sviluppandosi intorno all’antico castello il borgo ha preso una pianta di forma ellittica, composto da una strada radiale dalla quale si dipanano dei vicoletti facenti tutti capo al cassero feudale.

    Dell’antico cassero oggi è rimasta una poderosa struttura a pianta rettangolare che presenta un rivestimento in filaretto di pietra alberese. Il complesso, oggi scapezzato e ridotto ad uso abitativo, dovrebbe risalire tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Tutto intorno all’abitato sorgono le mura di cinta che ripetono la forma del borgo.

    Le parti di mura ancora oggi conservate presentano i resti di alcune torri, oggi convertite in abitazioni, e le tre porte di accesso, tutte aperte direttamente nelle mura. Le mura realizzate interamente a sasso scapezzato sono da datarsi tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV. Il tessuto urbano si presenta con uno stile molto unitario, caratterizzato da edifici con strutture medievali.

    Tra questi edifici si segnala un bel portale a sesto acuto con sopra uno stemma del Bigallo. L’edificio sacro del borgo è la chiesa di Santo Stefano. Nelle vicinanze di Montefioralle si trova la Pieve di San Cresci che conserva ancora la struttura romanica.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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