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venerdì 7 Ottobre 2022
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    Accusa dei socialisti in un murale: “Non ha concesso lo spazio in via Giuliotti”

    GREVE IN CHIANTI – Accusano il sindaco Alberto Bencistà di negare via Giuliotti (più centrale e più trafficata) per raccogliere le firme per i referendum. E rilanciano un conflitto che in questi mesi, anni, non si è mai sopito.

     

    Il Partito socialista grevigiano contesta il primo cittadino con un murale al vetriolo affisso proprio nei giorni dell'Expo del Chianti Classico, quando il centro storico grevigiano è preso d'assalto.

     

    "Avvicinare la politica ai cittadini – scrivono i socialisti grevigiani – facile, direte voi. Ebbene, non avete fatto i conti con Alberto Bencistà. Alla nostra richiesta di poter organizzare un tavolo in via Domenico Giuliotti per la raccolta firme sui dodici referendum radicali per domenica 8 settembre, il nostro primo cittadino ci ha risposto più o meno così: in via Domenico Giuliotti i partiti non ci possono stare. Vadano in piazza delle Cantine".

     

    "Ora – proseguono – noi potremmo scrivere pagine e pagine su come il referendum sia (o dovrebbe essere) uno strumento fondamentale nella vita democratica del nostro paese, su come esso sia l'unico istituto in grado di dar voce “diretta” ai cittadini, e su come, quindi, la decisione del sindaco di spostare il tavolo in piazza delle Cantine, di certo molto meno trafficata rispetto al “centro”, limiti il diritto dei cittadini di tradurre in sostanza il proprio pensiero politico".

     

    "Ma noi non vogliamo annoiarvi – dicono ancora – Vogliamo però precisare che questa decisione si aggiunge al divieto, sempre sancito dal nostro Bencistà, per i partiti politici di ottenere spazio in piazza Matteotti durante il mercato settimanale e che simili provvedimenti sono sconosciuti alla storia politica (repubblicana, ovviamente) di Greve: che primato, eh, sindaco?".
     

    "Noi socialisti comunque – concludono nel murale – insieme ai radicali, domenica ci saremo. Chi vorrà firmare per i referendum ci troverà dove la politica secondo noi deve stare: al centro della comunità. Con buona pace del sindaco e del suo baffo, emblema visibile della sua politica sovieticamente autoritaria".
     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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