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domenica 26 Maggio 2024
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    Centrale termoelettrica a Testi: “Dal Partito democratico un no deciso a questa ipotesi”

    Il segretario comunale Tommaso Cecchi commenta l'incontro pubblico di lunedì 3 febbraio

    GREVE IN CHIANTI – "Ferma condivisione del no alla realizzazione, da parte della società proponente, di una centrale termoelettrica al Passo dei Pecorai".

     

    E' la sintesi che il segretario comunale del Partito democratico di Greve in Chianti, Tommaso Cecchi, fa dell'incontro organizzato dal Pd grevigiano lunedì 3 febbraio presso la sala Margherita Hack.

     

    "L’incontro – rimarca Cecchi – è avvenuto sulla scia del “percoro partecipativo” già lanciato precedentemente dal Comune di Greve in Chianti il quale ha visto già svolgersi altri incontri. Il risultato sia degli interventi dei relatori che di quelli del pubblico è stata la ferma condivisione del no alla realizzazione dell’intervento in oggetto".

     

    Presente il sindaco Paolo Sottani, l'ingegner Andrea Salimbeni incaricato da parte della fondazione del Consorzio Vino Chianti Classico di redigere le proprie osservazioni, il presidente del Biodistretto del Chianti Roberto Stucchi Prinetti. Presenti anche alcuni esponenti delle forze di opposizionein consiglio comunale. Ha concluso l’incontro Massimiliano Pescini, responsabile enti locali Toscana del Pd. 

     

    "Nella sostanza – rilancia Cecchi – il Partito democratico e gli intervenuti appoggiano totalmente l’amministrazione comunale nel no alla richiesta di variante urbanistica presentata dalla società proponente, per la realizzazione di una centrale termoelettrica, per i seguenti motivi: l’impatto visivo è troppo elevato viste le quattro ciminiere di 30 metri di altezza presenti nel progetto; è probabile un incremento del rumore oltre la soglia stabilita dalla legge quando il cementificio e i termo generatori sono entrambi in funzione; elevata emissione di CO2 che va ad incrementare l’effetto serra".

     

    E ancora, si riprende, "impossibilità di arrivare ad una mitigazione ambientale già riconosciuta necessaria per il cementificio Sacci in quanto l’impianto di termogenerazione aggiungerebbe ulteriori danni ambientali dal punto di vista dell’inquinamento, del rumore e del paesaggio, a quel punto, difficilmente mitigabili".

     

    "Ultimo – conclude Cecchi – ma forse il più importante, è la difficoltà che si creerebbe all’ottenimento del riconoscimento Unesco, in corso di valutazione per tutta l’area del Chianti".

    di REDAZIONE

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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