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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    Panzano, fine di storia lunga trent’anni: Simone Mazzi e la moglie Roberta chiudono la bottega

    "Quando la acquistammo avevamo poco più di vent'anni: due ragazzini fidanzati da poco ma con tanto entusiasmo e voglia di stare insieme"

    PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – A Panzano in Chianti ha chiuso la storica bottega (di alimentari) di Simone Mazzi e della moglie Roberta.

    Andiamo a trovarli prima dell’addio e troviamo, come sempre, Simone e Roberta insieme: “L’alimentari c’è da 55 anni – racconta Simone – Prima c’era una farmacia, poi i miei genitori iniziarono con questa attività. E io mi ricordo, quando da bambino, stavo in bottega ad aiutarli. Trent’anni fa, con l’aiuto dei nostri genitori, io e Roberta lo comprammo. E da quel giorno iniziò la nostra nuova avventura”.

    “Avevamo poco più di 20 anni – proseguono – due ragazzini fidanzati da poco ma con tanto entusiasmo e voglia di stare insieme. Piano piano abbiamo allargato la clientela grazie a tante novità. Fra queste l’introduzione (fummo fra i primi nel Chianti) della vendita del pane fresco la domenica. Adesso dopo trent’anni la decisione di vendere”.

    “La mia malattia – dice Simone – che spero si risolva a breve, ha velocizzato un percorso che ci ha portato ad una decisione presa già da tempo. Una scelta dettata anche dalla tendenza ad abbandonare i piccoli negozi di paese per i super o ipermercati. Questo porta ad una desertificazione nei paesi e una triste omologazione dei prodotti in vendita: prima bastava guardare il bancone per capire dove eravamo, adesso si trovano gli stessi articoli ovunque”.

    “Da noi si sono fermate migliaia di persone da tutto il mondo – proseguono a una voce – ma le più importanti sono stati i clienti abituali. Con alcuni di questi ormai c’era quasi un rapporto di parentela, specialmente per le persone più anziane. Che ci dispiace molto lasciare: sappiamo che perderanno un punto di riferimento importante”.

    “A molti clienti – sorridono – avremmo potuto preparare la spesa prima che arrivassero, tanto sapevamo cosa volevano. Da sempre portavamo la spesa a casa ad alcuni di loro, senza mai chiedere un euro in cambio, adesso chi li aiuterà?”.

    “Di storie da raccontare ne avrei a migliaia – ricorda Simone – un giorno molto particolare è stato il 29 agosto 2004, quando è nato Alessandro. Avevamo ordinato un furgone di pane fresco. Appena ritirato, dovemmo correre in ospedale perché Alessandro stava per nascere. Poi, una volta nato il bambino e visto che insieme alla mamma stava bene, tornai di corsa a Panzano per vendere il pane e non buttarlo”.

    “Una volta finita la mia convalescenza – conclude Simone – vogliamo sfruttare il tempo libero viaggiando, stando con i nostri figli ed accudendo i nostri genitori. Avremo comunque un bel da fare e mai dimenticheremo i nostri clienti e la nostra vita da bottegai”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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