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sabato 20 Luglio 2024
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    Piera Ventre sabato 1 aprile a Greve per il Premio Letterario Chianti

    Proseguono gli incontri con i cinque autori finalisti da parte della giuria dei lettori: appuntamento alle 17 al cinema teatro "Boito"

    GREVE IN CHIANTI – Prosegue la 35esima edizione del Premio Letterario Chianti.

    Sabato 1 aprile, alle 17 (e non alle 16.30, come precedentemente annunciato), al cinema teatro “Boito” di Greve in Chianti, incontro della giuria dei lettori con Piera Ventre, una dei cinque finalisti del Premio con il suo libro “Le stanze del tempo” (Neri Pozza Editore).

    Piera Ventre, nei racconti de “Le stanze del tempo”, registra la coincidenza tra geografia interiore e dimore, sentimenti e stanze in cui si è vissuti o dove hanno vissuto altri.

    Cosa direbbero le case se potessero parlare, le pareti di una stanza se raccontassero le vite di chi le ha avute come riparo?

    A ben ascoltare, fermandosi, si vedono, si ascoltano e si apprendono molte cose. Poi si aprono le finestre, per far respirare tutto.

    Il Premio Letterario Chianti è promosso dai Comuni di Greve in Chianti, Barberino Tavarnelle, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Impruneta, Radda in Chianti, San Casciano, Castelnuovo Berardenga, con il coinvolgimento delle loro biblioteche, e dall’Associazione Culturale Stazione di Posta di Firenze.

    La 35esima edizione del Premio è sponsorizzata dal Rotary San Casciano Chianti, Coop di Greve in Chianti, Società di mutuo soccorso Fratellanza di Greve in Chianti, Consiglio Regionale della Toscana.

    Piera Ventre è nata a Napoli e vive a lavora a Livorno. “Palazzokimbo” (Neri Pozza, 2016) è stato finalista alla seconda edizione del Premio Neri Pozza e ha vinto il Premio Pavoncella.

    “Sette opere di misericordia” (Neri Pozza, 2020), selezionato per il Premio Strega 2020 e vincitore del Premio Procida – Isola di Arturo – Elsa Morante. “Le stanze del tempo” (Neri Pozza, 2021), finalista al Premio I Fiori Blu, al Premio Settembrini e al Premio Letterario Chianti.



    Approfondimenti su “Le stanze del tempo 

    Cosa significa raccontare delle stanze? Entrare in luoghi privati, nascosti, discreti e cercare tra pareti e corridoi, camere e luci che passano dalle finestre i fili di tante storie?

    È Piera Ventre a dircelo, nel suo modo, con la sua scrittura densa e precisa. E allora cosa accade se in una casa si accende un fuoco? Oppure se va via la luce, ed entrano insetti e briganti?

    E se in una casa si smarriscono gli oggetti, saremmo capaci di ritrovarli o dovremmo rassegnarci alla loro misteriosa sparizione?

    La vita che abita le stanze è quasi sempre segreta e inviolabile giacché le case, in fondo, altro non sono che tane nelle quali ciascuno rivela sé stesso.

    La donna che dice “io” in queste pagine in realtà dice «noi» e il suo sguardo, che setaccia le abitazioni in cui ha vissuto e le case degli altri, non si posa unicamente sugli oggetti, sulle pareti – e sui corpi che tra quelle pareti si muovono – ma sul quotidiano che talora emerge dalle cose che ci appaiono più innocue e familiari.

    Nel raccontare questi interni, come nei tableaux vivants, le inesattezze trovano corrispondenze esistenziali. E i dettagli sono specchio di qualcosa di profondo, sedimento del tempo, delle innumerevoli ore che ciascuno di noi trascorre nel luogo che ci ostiniamo a chiamare «casa».

    In queste trame coerenti di storie che si aprono una sull’altra come fossero stanze sconosciute, Piera Ventre conferma il suo grande talento di scrittrice.

    Ci fa immergere in quel battito del tempo che le case portano con sé. Dentro memorie e vite distanti che rinunciamo a conoscere del tutto, per lasciare alla nostra coscienza un intervallo, un’attesa, una lieve imprecisione in cui poter liberamente inciampare.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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