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martedì 27 Luglio 2021
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    Referendum per eutanasia legale, anche Viva si muove per spingere la raccolta delle firme

    "Se non si interviene ora con il referendum il problema sarà spazzato sotto il tappeto ancora per molti anni, e noi non lo vogliamo permettere"

    GREVE IN CHIANTI – Il gruppo Viva-Cittadini per Greve in Chianti organizza un calendario di raccolta delle firme per promuovere il referendum abrogativo a favore dell’eutanasia legale.

    “Appoggeremo cioè – dicono da Viva – l’associazione Luca Coscioni che, grazie soprattutto alla battaglia di Piergiorgio Welby, seguita da quella di tanti altri, tra cui Peppino Englaro per Eluana e Fabiano Antoniani, fin dalla sua fondazione si batte per ottenere una legge sulla legalizzazione dell’eutanasia con il fine di riconoscere la piena libertà di autodeterminazione anche alla persona malata. Una legge che andrebbe a contrastare il fenomeno dell’eutanasia clandestina”.

    Marco Cappato e Mina Welby – ricordano – con un’azione di disobbedienza civile, hanno fornito aiuto al suicidio a Fabiano Antoniani (Dj Fabo), reso paraplegico e cieco da un incidente d’auto nel 2014″.

    “Fabo infatti – proseguono – aveva espresso l’intenzione di andare in Svizzera per ricorrere al suicidio assistito. Cappato e Welby sono poi andati ad autodenunciarsi subito dopo”.

    “La storica sentenza – precisano – a conclusione del processo che ha visto imputato Marco Cappato per aver offerto assistenza al suicidio a Fabiano Antoniani, ha portato la Corte Costituzionale a sollecitare il Parlamento a emanare una legge, entro settembre 2019, in grado di colmare il vuoto di tutele costituzionali che attualmente regolano il diritto al suicidio assistito”.

    “Il Parlamento però – accusano – è rimasto inerte. Senza un intervento della Corte, dunque, stante l’inerzia del legislatore, Marco Cappato avrebbe rischiato dai 5 ai 12 anni di carcere per l’aiuto prestato a Dj Fabo”.

    “La Corte Costituzionale – ricordano ancora – ha deciso che la condotta di chi aiuta al suicidio non è punibile, ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni. In particolare non è punibile chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

    E’ proprio con l’obiettivo di una piena legalizzazione dell’eutanasia che dal primo luglio è partita la campagna di raccolta firme sul referendum di abrogazione parziale dell’articolo 579 del codice penale.

    “E’ arrivato il momento di far decidere ai cittadini – incalza Viva – su un tema che i politici si sono rifiutati di affrontare. Sono passati quasi otto anni da quando abbiamo depositato la proposta di legge per l’eutanasia legale, ma il Parlamento non l’ha discussa nemmeno per un minuto, nonostante le ripetute sollecitazioni della Corte Costituzionale”.

    “Se non si interviene ora con il referendum il problema sarà spazzato sotto il tappeto ancora per molti anni, e noi non lo vogliamo permettere, per rispetto alle troppe persone costrette a subire condizioni di sofferenza insopportabile imposte dallo Stato italiano”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

    “Chiunque voglia darci una mano nella raccolta delle firme – dicono dal gruppo Viva – può chiamare Flavio (3335873939)”.

    “Faremo sapere ai cittadini – concludono – tramite comunicati e con affissioni nella nostra bacheca di via Cesare Battisti a Greve, il calendario con date, orari e luoghi della raccolta firme, intanto i primi appuntamenti saranno davanti alla Coop di Greve sabato prossimo 24 luglio in orario 10/13 e domenica 1 agosto a Panzano sempre di mattina”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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