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giovedì 6 Ottobre 2022
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    La trattoria de La Panca: la filosofia, le prospettive di un sogno che arriva da lontano

    LA PANCA (GREVE IN CHIANTI) – Una nuova sfida per la trattoria "Le Cernacchie" de La Panca, una delle tante piccole frazioni che punteggiano il territorio grevigiano. A spiegarla al Gazzettino del Chianti colui che questa sfida ha deciso di lanciarla (assieme a Fabrizio), Stefano Sarocchi (nella foto in alto).

     

    Stefano, dicci come nasce la "sfida" del ristorante Le Cernacchie: chi sono i proprietari e da quali esperienze arrivavate?

    "Devo dire che la passione per questo mestiere è nata quando ero bambino, negli anni Settanta, ma è rimasta sepolta da una vita fatta di tutt'altro come succede a volte! Naturalmente, come tutti i sogni, anche questo è rimasto in un angolo e al momento opportuno ha di nuovo fatto capolino. Nel 2010 ho deciso di mollare il mio vecchio lavoro (ho fatto il rappresentante per 20 anni e il direttore commerciale gli ultimi due) per dedicarmi alla mia passione, servire… le persone".

     

    Poi…

    "Ho iniziato a lavorare come cameriere in un conosciuto ristorante di Greve, "Nerbone", con l'obiettivo di cercare l'occasione per mettermi in proprio. Qui ho conosciuto Fabrizio con cui, a poco a poco, è nata una forte amicizia e la decisione di fare qualcosa insieme a preso forma. Fabrizio ha una lunga esperienza in varie forme di ristorazione e questo mi ha dato molta sicurezza per affrontare questo difficile mondo! Dopo quasi tre anni di lavoro fianco a fianco si è presentata la sfida delle Cernacchie e noi non ce la siamo fatta scappare".

     

    Raccontaci un po' la storia di questo locale.

    "La trattoria "Le Cernacchie" ha una storia che parte dai primi anni del Novecento come posta per rifocillare i cavalli e i viandanti. Più tardi, negli anni Settanta circa, era una specie di bottega dove si poteva acquistare un pò di tutto e rifoccillarsi con ottimi panini dalla mitica Giorgetta. In seguito la famiglia Spinelli, gli attuali proprietari della struttura, l'hanno fatta diventare l'attuale trattoria crescendo negli anni fino a portarla ad importanti risultati nel campo della ristorazione. Basti pensare alle presenze nelle più importanti guide del settore per molti anni (Michelin, Bibenda, L'Espresso, Veronelli). La famiglia Spinelli ha poi deciso di aprire un'altra interessante realtà nel centro storico di Firenze, lasciando quindi Le Cernacchie. E qui siamo entrati in ballo noi con tanta passione ed una bella dose di coraggio".

     

    Quali sono i vostri piatti forti?

    "Tra gli antipasti citerei senza dubbio i cubi di parmigiano e le piramidi di pasta fillo ripiene di verdurine croccanti, tra i primi le pappardelle al capriolo e le mezze penne alle verdure croccanti con erborinato allo zafferano, fra i secondi il petto d'anatra su specchio di topinambur e la bistecca alla Fiorentina, anche se fuori carta abbiamo una specialità da veri appassionati. Le chiocciole al sugo! Per quanto riguarda i dolci il nostro giovanissimo chef vi potrà sorprendere con una torta di frutta con il Pan Genoise oppure un fantastico tortino al cioccolato con il cuore fondente, per non parlare della mousse al vinsanto! Mi viene l'acquolina in bocca solo a parlarne…".

     

    Cosa vuol dire per te gestire un ristorante e quali obbiettivi ti poni?

    "E' il sogno di una vita! Il nostro desiderio più grande è creare un ambiente dove le persone si sentano accolte, coccolate e possano godere di uno dei momenti più importanti: quello di gustare dei buoni cibi in buona compagnia, tranquillamente senza fretta. Vorremmo che tutte le persone si potessero sentire felici e a proprio agio. Sicuramente tutto questo costa impegno ed anche fatica, ma per noi, come diciamo nel nostro slogan, l'unico vero obiettivo è la soddisfazione delle persone.  Ed in parte stiamo già ottenendo qualche piccola soddisfazione!".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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