Vittoria Soderi, grevigiana di 26 anni in quarantena su una nave da crociera in Texas

Terzo ufficiale di coperta sulle navi Carnival Cruise: "Lavoriamo per mantenere la nave operativa. Non è facile"

GREVE IN CHIANTI – In queste settimane, a partire dalla drammatica vicenda della Diamond Prince in Giappone, una delle situazioni più spinose da trattare nell’ambito dell’emergenza Coronavirus è stata quella delle grandi navi da crociera.

Migliaia di persone, fra turisti ed equipaggio, in un grande paese galleggiante del quale, spesso, ogni Governo cerca di non prendersi la responsabilità.

Ma come si vive sopra alle navi in questa fase di pandemia mondiale. Abbiamo raccolto il racconto di Vittoria Soderi, grevigiana di 26 anni in questo momento in rada… negli Stati Uniti d’America.

“Lavoro in Carnival Cruise line – inizia il suo racconto – da circa 4 anni e sono terzo ufficiale di coperta. Attualmente mi trovo a bordo del Carnival Vista, all’ancora a 12 miglia al largo di Galveston, Texas”.

Ma come è iniziato tutto? “A metà gennaio – risponde Vittoria – sono partita per quello che doveva essere un regolare contratto da 4 mesi lavorativi. Già allora iniziavano le prime notizie di diffusione del virus in Cina, ma mai nessuno poteva pensare uno sviluppo tale. Noi svolgevamo le nostre regolari traversate, crociere da 7 giorni destinazioni Cozumel (Mexico), Roatan, Belize, Grand Cayman: 6 mila persone tra equipaggio e passeggeri per poter tornare poi al nostro “home port” di Galveston”.

“Quando sono iniziati i primi casi su navi della corporation – prosegue – sono state adottate misure di sicurezza e prevenzione, fermando le crociere e passeggeri per evitare ogni forma di contagio. Come tutto il resto del mondo siamo rimasti in quarantena senza esitazione prendendosi cura uno dell’altro. E lo siamo tutt’oggi da metà marzo, confinati qui senza possibilità di poter scendere dalla nave sperando di poter presto ripartire alla normale operazione commerciale”.

“Ma per adesso – conferma – è tutto fermo fino a maggio e chissà ancora per quanto. La situazione negli Stati Uniti ha iniziato poi ad aggravarsi maggiormente: e se prima poteva esserci una via di fuga per poter tornare dalle nostre famiglie, adesso ha tolto ogni speranza. Sulla mia nave (dove il personale è stato ridotto al minimo) più di 400 persone di altre nazionalità sono state rimpatriate nei loro Paesi d’origine, e tante altre riduzioni avverranno a seguire. La compagnia di navigazione ha messo a disposizione voli charter su India e Filippine per il rimpatrio, altri voli charter direzione Europa sono stati cancellati”.

“Tante persone – ci spiega – si trovano qui bloccate perché gli aereoporti sono chiusi. E tanti miei colleghi che ormai hanno terminato il contratto sono costretti a rimanere per evitare che arrivino dall’esterno persone che potrebbero contagiarci, e per le restrizione su voli e spostamenti. Rispetto a tanti lavoriamo per mantenere la nave viva e in operatività”.

“Come viviamo questo momento? Che dire – risponde Vittoria – questo momento è forse il più surreale della storia. La paura e l’ansia di affrontare la giornata non si nascondono, cerchiamo di vivere con il sorriso, anche se molto spesso è apparente. Lo facciamo rincorrendo ancora quella luce che ci faccia trovare la speranza in un domani per poterne uscire sani e salvi, e riabbracciare i nostri cari. Che come noi qua a bordo, nelle loro case vivono il nostro pensiero”.

“Cosa ho imparato da questo evento? In questo momento di grande crisi – ci dice Vittoria – nel mio piccolo ho dedicato un po’ più di tempo a quei valori che un tempo davo per scontati: chiamare casa non era una delle mie priorità, perché a volte ero presa da altre distrazioni. Spero che nonostante tutto che molte persone come me possano trovare la forza e la volontà di credere in qualcosa che non sia solo materiale, e di apprezzare le cose belle della vita”.

“Auguro a tutti i miei compaesani una buona Pasqua – conclude Vittoria – e nonostante le restrizioni possiate vivere serenamente insieme alle vostre famiglie. Un abbraccio speciale alla mia cara nonna Nella, che tutti i giorni attende la mia chiamata…”.

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