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giovedì 29 Settembre 2022
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    La drammatica aggressione ai danni di Giusy Lo Biondo Benincasa, in via Montebuoni

    TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – La foto che vedete qua sopra, e che la sfortunata protagonista di questa vicenda che poteva avere conseguenze drammatiche ha postato sul suo profilo Facebook, racconta meglio di tante parole quello che è accaduto in via Montebuoni, strada storica di Tavarnuzze, attorno alle 23.30 di giovedì 20 giugno.

     

    E' qui, all'incrocio con via Turati, che Giusy Lo Biondo Benincasa, mentre stava tornando a casa con il suo scooter dopo una serata con le amiche, ha rischiato la vita: è stata infatti aggredita da due persone che hanno cercato di portarle via il motorino e la borsa. E l'hanno picchiata selvaggiamente e tagliata. Forse con un coltello, probabilmente con un taglierino.

     

    "Stavo tornando a casa – inizia il suo racconto Giusy – ero stata con amiche al bar a Tavarnuzze. Ero in motorino: forse quei due cercavano un mezzo per scappare dalle ronde dei carabinieri, che stavano pattugliando il paese. Mi si sono messi davanti, uno da una parte e  uno dall'altra, io ho decelerato…"

     

    Ed è iniziato un incubo vero e proprio. Anche perché, ci dice Giusy, "ho una malattia rara che mi tiene bassissima l'emoglobina. Per me le emorragie sono pericolosissime, potenzialmente letali".

     

    Poi torna a raccontarci l'aggressione: "Uno mi strattonava da una parte, uno dall'altra. Sono rimasta incastrata sotto il motorino, mi hanno dato una sberla sul naso e subito ho iniziato a perdere sangue. Ero terrorizzata, sapevo che l'emorragia per me poteva essere letale. Ho sentito l'altro che tirava per rendere la borsa e ho visto una specie di coltello. Mi ha fatto due tagli sul braccio sinistro, dove tenevo la borsa: penso volesse tagliare le cinghie per prenderla".

     

    Momenti di puro panico, nei quali Giusy prende un'altra sberla su un occhio: "A un tratto ho reagito, ho iniziato a urlare. Il motorino era acceso, si è accesa una luce, forse si sono spaventati e si sono dileguati nella notte. Io ero sotto choc, ma ho rialzato il motorino e sono andata a casa: il primo pensiero infatti è stato quello di prendere i farmaci salvavita contro la perdita del sangue. Poi ho chiamato mio fratello: mia mamma è anziana, mio babbo è morto da pochi mesi".

     

    Giusy ha sporto denuncia presso la Stazione dei carabinieri di Impruneta ("Sono stati davvero gentilissimi"), poi si è fatta la foto al braccio e l'ha messa su Facebook, per fare vedere a tutti quello che le è successo in una tiepida sera d'estate nel cuore di Tavarnuzze.

     

    "Sono stata contattata dal sindaco – conclude Giusy – dal suo vice, dal comandante dei vigili di Impruneta, che mi hanno dato il numero preciso della Stazione dei carabinieri. Dove ho sporto denuncia: adesso sono a casa, ho dolori dappertutto, ma mi dicono di tenermi su con il morale. Ci provo…".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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